La lastra di Alto de’ Conti “sarà uno dei pezzi di maggior interesse del nuovo museo”

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Era a Palazzo Termini dal Secondo Dopoguerra, a dicembre è stata staccata: andrà nel nuovo museo civico di Valmontone

lastra alto de' conti valmontone

Anche per l’amministrazione comunale di Valmontone è tempo di campagna elettorale. Non solo perché ci sono le “regionali”, ma anche perché tra qualche mese si andrà a scegliere il nuovo sindaco. E così, mentre l’opposizione converge su Marco Gentili – che attacca il sindaco -, nell’amministrazione ci si prepara a mettere mano alle forbici per tagliare i nastri.

Una delle inaugurazioni annunciate è quella del nuovo museo civico di Valmontone. Secondo quanto annuncia l’assessore alla Cultura, Matteo Leone, “sarà inaugurato a maggio” all’interno di Palazzo Doria Pamphilj. Il “pezzo forte” della collezione sarà una lastra che dal Secondo Dopoguerra veniva conservata a Palazzo Termini, l’ospedale vecchio di Valmontone.

L’importanza della lastra di Alto de’ Conti per Valmontone

Si tratta della lastra sepolcrale di Alto de’ Conti, smurata a dicembre scorso per essere restaurata. Alto De’ Conti, figlio di Ildebrandino “è considerato uno degli uomini più illustri della linea dei Conti di Valmontone” spiega la direttrice del Museo, Monica Di Gregorio. “Fu murata nell’atrio dell’attuale Palazzo Termini subito dopo l’ultimo conflitto bellico, quando la chiesa di Santa Maria in Selce, dove fu sepolto nel 1466, andò distrutta dai bombardamenti – a illustrarci l’opera la direttrice del Museo di Valmontone, Monica Di Gregorio.

Il manufatto marmoreo – aggiunge la funzionaria –, di rilevante interesse storico-artistico, riporta incisa la figura del defunto, abbigliato con armatura da soldato e le braccia incrociate all’altezza del bacino, accompagnata da un’epigrafe. Ai suoi piedi vi è una decorazione con motivo a foglie sormontata da un cimiero con al centro l’arme gentilizia della famiglia dei Conti di Valmontone: l’aquila scaccata leggermente inclinata a sinistra. E’ al vaglio l’ipotesi che la salma fosse stata deposta originariamente in un sarcofago e che la lastra ne costituisse il coperchio“.

Dopo tanti anni ci si è quindi convinti che la collocazione della lastra nel vecchio ospedale “risultava poco consona ad un manufatto così bello e prezioso, esposta com’era – afferma l’assessore Matteo Leone – in un’ambiente di passaggio che ne impediva tra l’altro una visuale completa“. Ecco perché dopo il restauro sarà esposta nel museo, simboleggiando così un’epoca in cui i Conti di Segni dominavano l’area lepina e casilina.

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