Incrociano i dati e trovano decine di furbetti del “reddito”

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È bastato incrociare qualche dato per trovare una sessantina di persone che non avevano diritto al “Reddito di Cittadinanza”

carabinieri reddito di cittadinanza

Quanti sono i “furbetti del Reddito di Cittadinanza”? Accanto a chi ne ha diritto, ce ne sono tanti che lo percepiscono abusivamente. Infatti ad ogni controllo da parte delle forze dell’ordine ne emergono decine. L’ultimo eseguito da una compagnia dei carabinieri ha fatto rilevare l’indebita percezione di oltre 430 mila euro.

A fare i controlli, i carabinieri di Roma. I militari hanno incrociato i dati dell’Ispettorato del Lavoro, della Banca Dati della Motorizzazione Civile e dell’INPS. È bastato questo per trovare sessantuno persone che, secondo gli investigatori, non avevano diritto al “Reddito”. Per tutti è partita la denuncia per truffa aggravata.

Si trattava di persone che avevano presentato dichiarazioni false o non avevano comunicato all’ente erogatore del “Reddito” alcune informazioni rilevanti. Ad esempio alcuni non avrebbero comunicato la sussistenza o la permanenza dei requisiti relativi al possesso di appartamenti o terreni seminativi.

Altre irregolarità avrebbero riguardato la comunicazione della composizione del nucleo familiare e dell’effettiva residenza. In particolare, avrebbero simulato l’esistenza di più persone nel nucleo familiare per avere diritto a un maggior importo del sussidio. Altri ancora non avevano comunicato di essere destinatari di misure giudiziarie come gli arresti domiciliari o le condanne penali ricevute negli ultimi dieci anni.

Le vicende raccontate riguardano Roma. Ma quante altre se ne potrebbero trovare, incrociando le informazioni contenute nelle banche dati? Facendo salvo chi ne ha davvero necessità, gli accertamenti sono importanti per evitare che il sussidio – che alcuni vogliono ampliare, altri limitare in favore di politiche di formazione e sviluppo – sia sfruttato da chi non ne ha bisogno né diritto.

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