La dirigente dell’Istituto via Gramsci con sede a Valmontone, Colleferro e Segni parla degli investimenti realizzati, della didattica a distanza e dei nuovi indirizzi di studio attivati

Con tre sedi, l’Istituto via Gramsci è presente a Colleferro, Segni e Valmontone. Una delle due sedi, quella di Valmontone, ha ottenuto un piazzamento rilevante in un concorso della Banca d’Italia. La sede di Colleferro (l’Ipia) ha attivato nuovi percorsi di studio professionalizzanti. Il liceo delle Scienze Umane di Segni è un punto di riferimento culturale per la città dei Monti Lepini. Anche quell’Istituto sta facendo la didattica a distanza, salva la partecipazione degli studenti agli “amati” laboratori. La professoressa Maria Benedetti, dirigente scolastica dell’Istituto, ci riceve nella sede di Valmontone.

Secondo la sua esperienza la didattica a distanza funziona?
“Non corrisponde perfettamente alla didattica in presenza ma si tratta comunque di un modo per raggiungere gli studenti, per evitare la dispersione scolastica e per garantire il diritto studio, almeno alle superiori. Certamente non sostituisce a pieno la didattica in presenza, che è fondata su una relazione tra docente e studente. Però in quest’epoca di pandemia ben venga la didattica a distanza per assicurare comunque l’istruzione. Noi ci siamo organizzati molto bene per realizzarla: abbiamo attivato una piattaforma apposita e costituito classi virtuali con lezioni sincrone. È stato un cambiamento velocissimo dovuto alla pandemia: non si sarebbe realizzato nemmeno in venti anni”.

Il profitto ne ha risentito?
“Come dicevo, la DAD non corrisponde perfettamente a quella in presenza. Certamente, bisogna essere onesti, rischiamo un po’ di perdere i ragazzi meno motivati. Questo è un punto di criticità però monitoriamo la situazione e in presenza di scarsa frequenza alle lezioni i coordinatori avvisano immediatamente la famiglia, con cui ci deve essere un patto educativo. Se c’è collaborazione tra scuola e famiglia si raggiunge l’obiettivo formativo.”

C’è una statistica di Save the Children che mette in evidenza il fenomeno dell’abbandono scolastico durante con la didattica a distanza. Quei dati si rispecchiano nei vostri?
“Le criticità ci sono però, ripeto, questo sistema ci permette di garantire il diritto all’istruzione ai ragazzi delle superiori. Quando andremo a ripetere le prove invalsi, secondo me, è possibile che i risultati risentiranno di questa modalità a distanza ma in epoca di emergenza devono essere attuate le soluzioni percorribili: dobbiamo bilanciare il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, entrambi costituzionalmente garantiti. La dispersione scolastica si può verificare anche quando c’è la scuola in presenza. Con la didattica a distanza il rischio c’è ma abbiamo attuato un monitoraggio continui affinché nessuno esca fuori dal radar”.

Come istituto avete attivato nuovi indirizzi di studio nella sede di Colleferro: uno per “Gestione delle acque e risanamento ambientale”, l’altro per “Manutenzione e assistenza tecnica”. Pensate di poter garantire l’occupazione?
“Pensiamo di sì. Nell’ambito dell’iter di attivazione, piuttosto lungo e articolato, anche l’ufficio scolastico regionale ha valutato l’occupabilità di chi esce da questi corsi di studio. Ad esempio l’indirizzo “Gestione delle acque e risanamento ambientale” è molto rispondente alle richieste del nostro territorio che è fortemente penalizzato dal punto di vista ambientale. Questo indirizzo andrebbe a formare figure tecniche specializzate che sono richieste non solo dal nostro territorio e che sono in linea con l’Agenda 2020-2030 sullo sviluppo sostenibile. Il corso ha delle prospettive interessanti, tanto che già siamo stati contattati da aziende della zona che sono interessate a questi tecnici.

L’altro indirizzo è un percorso di secondo livello pensato per adulti lavoratori che intendono riqualificarsi o rientrare nel mondo del lavoro con un titolo di studio più elevato o per ragazzi che intendono riprendere la scuola ma che per impegni lavorativi non possono frequentare il corso diurno. L’indirizzo forma competenze in materia meccanica, elettronica e elettrotecnica con maggiore presenza laboratorio che in questo periodo in cui dispersione rischia diffondersi il laboratorio tecnici specializzati nella manutenzione e nell’assistenza.

Il corso è fortemente caratterizzato dalle ore di laboratorio, cui insisto particolarmente perché i laboratori, in questo periodo in cui la dispersione scolastica rischia di diffondersi, sono fortemente motivanti. Nei laboratori gli studenti trasformano le conoscenze in competenze e tutto questo incide in maniera positiva sulla motivazione e infatti gli studenti della sede di Colleferro frequentano molto volentieri i laboratori, la cui attività è proseguita anche in questo periodo con tutte le misure di sicurezza”.

Lei pensa che sia auspicabile un rientro in presenza?
Dobbiamo aspettare i dati epidemiologici. C’è il CTS e ci sono gli esperti che si pronunceranno sull’opportunità o meno di rientrare in presenza. Noi dobbiamo attenerci alle loro indicazioni e dobbiamo garantire la sicurezza. Ci atterremo a quello che ci viene indicato, anche se la scuola dal punto di vista della sicurezza è pronta perché abbiamo messo in atto tutte le azioni per le prevenzioni sul contagio. Inoltre abbiamo fatto forti investimenti per potenziare la scuola”.

Quali investimenti avete fatto?
“Abbiamo potenziato le infrastrutture di rete nella sede di Valmontone e stipulato un nuovo contratto per una connettività a banda larga a 100 mega. Abbiamo tutte le aule dotate di Lim di ultima generazione, abbiamo potenziato il laboratorio di informatica con altri pc e comprato altri potatili. Con 10 mila euro di fondi europei abbiamo comprato maxi schermi, schermi interattivi, computer, tavolette grafiche. Inoltre stiamo allestendo un laboratorio visuale grazie a un finanziamento del Ministero di 20 mila euro. Abbiamo fatto quest’opera di raccolta fondi e di investimento perché le risorse strumentali sono la precondizione di una didattica che vuole far stare la scuola al passo con i tempi ed ottenere risultati positivi di apprendimento”.

Teme che l’interruzione della via Traiana condizionerà le iscrizioni della sede di Segni?
“Senza dubbio è un grande problema e non solo per la scuola ma per l’intera città. Le iscrizioni sono in corso e le stiamo monitorando, vedremo come evolverà la situazione ma è anche vero che il liceo di Segni è frequentato prevalentemente da ragazzi di Segni”.

Avete notizie sulla sistemazione della nuova sede di Colleferro?
“No. Non ne sono a conoscenza ma da quello che leggo sembra che la questione stia andando avanti e si prospetta, speriamo nel più breve tempo possibile, uno spostamento nel centro di Colleferro”.

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