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Dopo l’intervento della Guardia di Finanza al Cep, che riscuote i tributi comunali, i rapporti tra i Comuni e l’ente sono più difficili. Da Artena il Consigliere di opposizione, Marco Imperioli Diamante, ritiene “indispensabile” uscirne

È sempre più difficile il rapporto tra i Comuni e il Cep. L’ente che gestisce la riscossione dei tributi anche per il Comune di Artena è in difficoltà finanziaria. Da tempo si dice che abbia un buco di 8 milioni di euro e anche la Guardia di Finanza se ne starebbe interessando. Il problema è che nel calderone potrebbero finirci anche i soldi versati dai contribuenti. Da Artena l’opposizione ha sempre criticato l’entrata nel Cep e oggi il Consigliere di minoranza, Marco Imperioli Diamante, traccia un panorama critico dei rapporti tra il Comune e l’ente. L’Amministrazione ha già disdetto il contratto di servizio con il Cep ma ne è ancora socia. Per Imperioli Diamante ora è “indispensabile” uscirne. Ecco perché.

Consigliere, ritiene che il servizio svolto dal Cep per il Comune di Artena si stato utile alle casse dell’Ente?
Assolutamente no! Da quando siamo entrati a far parte del CEP la nostra capacità di riscossione dei tributi è peggiorata e nel 2019 abbiamo la percentuale (il 64%) più bassa degli ultimi cinque anni. Un imbarazzante peggioramento si nota anche per quanto riguarda la riscossione dei residui ovvero quelle entrate che si prevedeva di realizzare negli anni precedenti e che non si sono concretamente manifestate: anche qui, si passa da una capacità di riscossione del 10% nel 2016 al 5% nel 2019. Non lo diciamo solamente noi ma anche la Corte dei Conti che ha scritto una relazione su Artena.

È oramai evidente che con l’entrata al CEP, Angelini e Talone hanno dimostrato, ancora una volta, tutta la loro miopia politica e la loro scarsa capacità di generare crescita e sviluppo per la nostra comunità. Oggi uscire dal CEP non sarà una cosa semplice e indolore, ma a questo punto deve essere un passaggio indispensabile per il bene dei nostri cittadini. Quando parliamo di tributi non dovremmo mai dimenticare che stiamo parlando dei nostri soldi e chi amministra dovrebbe gestirli con estrema attenzione e rispetto.

Invece oltre al danno, anche la beffa! Infatti, sembrerebbe che il CEP non stia versando i soldi delle nostre tasse nelle casse del Comune di Artena, provocando non solo un problema contabile ma anche un problema di liquidità. Se i soldi delle tasse non entrano, diminuiscono i servizi a favore dei cittadini. Continuare a far parte del CEP non è una scelta sostenibile per il futuro di Artena: non possiamo pensare di continuare ad andare avanti in questo modo, non possiamo pensare di affidare la gestione delle nostre tasse a chi non ha a cuore il bene della nostra comunità.

Teme che le difficoltà finanziarie del Cep si ripercuotano sul Comune?
Purtroppo Sì. Da i dati in nostro possesso sembrerebbe che il CEP non stia versando al comune di Artena tutto il denaro che incassa dalle nostre tasse. Su 300 mila euro che ci deve, abbiamo incassato soltanto 30 mila euro ovvero il 10% di quello che ci spetta. Poi, se il CEP dovesse confermare un buco di bilancio e non dovesse riportarlo in pareggio con risorse proprie, il Comune di Artena sarebbe tenuto ad accantonare, ovvero a bloccare, circa 500.000 euro in quanto socio del Consorzio.

Quindi: il Cep non ci ridà indietro i soldi dei tributi che riscuote, e se è davvero in perdita, ci costringe a bloccare una cifra ingente del nostro bilancio di previsione. Questo peggiorerebbe lo stato di salute dei nostri conti, già colpiti duramente dall’incompetenza di questa amministrazione. Siamo curiosi di capire come intendono approvare il prossimo bilancio previsionale.

Quale sarà il ruolo di Artena Cambia nel processo di formazione del bilancio comunale?
Sicuramente, e prima di tutto, controlleremo con molta attenzione la sua veridicità. Infatti, dopo la dura relazione della Corte dei Conti e l’inchiesta “Feudo” sul presunto falso ideologico in Bilancio, pretendiamo una maggiore attenzione da parte del Revisore dei Conti e dai membri dell’attuale maggioranza, i veri responsabili di questo disastro. Poi, se ci danno la possibilità, cercheremo di dare il nostro contributo con determinazione e precisione per migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini.

Purtroppo, ad oggi, non abbiamo ricevuto neanche una bozza del bilancio di previsione su cui lavorare. Anche questo è un importante indicatore sulla drammaticità della situazione: gli uffici non stanno ricevendo indicazioni su come predisporre il bilancio ma, soprattutto, non è stato ancora trovato un dirigente che si prenda la responsabilità di mettere la firma. E poi cosa firmerà? Un bilancio fatto da chi? È sotto gli occhi di tutti che la macchina amministrativa è ferma e che i consiglieri di maggioranza non sono in grado di portarci fuori da questo pantano. L’appuntamento del bilancio potrebbe essere un’ottima opportunità per voltare pagina una volta per tutte e iniziare a scrivere una nuova storia, per il bene degli artenesi.

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