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La porzione del palazzo di Junio Valerio Borghese in vendita ad Artena appartiene a un’erede parigina e contiene opere d’arte

palazzo junio valerio borghese artena

Una porzione di Palazzo Borghese, ad Artena, è in vendita. L’abbiamo già scritto qualche giorno fa. Ma qual è la storia di quella dimora appartenuta a Junio Valerio Borghese? Chi l’ha messa in vendita? E quali opere d’arte contiene?

Siamo andati ad approfondire la questione. Ne esce una storia affascinante che meriterebbe un intervento pubblico ad alti livelli per l’acquisizione dell’intero palazzo. Magari per stabilirvi un’istituzione culturale o una fondazione. Ma partiamo dall’inizio.

La casa in vendita è una porzione di 300 metri quadrati dei cinquemila di cui si compone l’intero palazzo. Le prime pietre dell’antico castello risalgono al 1200, quando il paese si chiamava Montefortino e faceva parte del feudo della famiglia Conti di Segni.

Dopo essere stato dei Colonna, intorno al 1613 passò al nipote di Papa Paolo V: il Cardinale Scipione Borghese che lo fece ristrutturare ed ampliare dal Vasanzio nell’ambito di una enorme opera di riqualificazione urbana. Di secolo in secolo, il palazzo passò da un erede all’altro, fino ad arrivare a Junio Valerio Scipione Ghezzo Marcantonio Maria dei principi Borghese.

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