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A Valmontone il sogno è fare la pasta con il “Senatore Cappelli”. Per il vescovo di Velletri Vincenzo Apicella la semina di sabato è stata “l’inizio di un’avventura bellissima”

“Dopo i primi dieci ettari di quest’anno, la prospettiva è di arrivare a seminare cinquanta ettari di terreni tra quelli dell’Agraria e dei privati”. Il presidente dell’Università Agraria di Valmontone, Roberto Pizzuti, si è fatto prendere dall’entusiasmo per il progetto “Filiera e Occupazione” ideato dalla Commissione per la Pastorale sociale e del Lavoro dei vescovi del Lazio.

Pizzuti, nel ricordo del parroco di Labico, Don Antonio Fiasco, scomparso di covid qualche mese fa, ha puntato in alto, pensando di allargare la semina ad altri terreni. Più che un annuncio, forse, un auspicio, visto che prima che passi un anno si dovranno tenere le elezioni dell’Agraria.

Il progetto ha portato sabato alla semina di dieci ettari di grano “Senatore Cappelli” sui terreni della cooperativa “Sette Colli”. Quei terreni saranno poi passati alle nuove cooperative in via di costituzione, come da progetto seguito da Unicoop. L’obiettivo, come abbiamo raccontato qualche tempo fa, è di riuscire a produrre grano “antico” e pregiato come il Senatore Cappelli su un terreno da cui gli agricoltori di Valmontone in tanti anni hanno tirato su triticale, fieno e poco altro. Se riuscirà, il grano servirà a produrre pasta a chilometro zero, che sarà venduta nella grande distribuzione.

La semina di quest’anno è dunque il primo passo sul campo di un progetto che lega agricoltura e occupazione giovanile, aperto anche all’adesione di terreni privati. La semina di sabato, a cui ha partecipato anche il Comune, è stata benedetta dal vescovo della Diocesi di Velletri-Segni, Vincenzo Apicella, che è anche responsabile della Pastorale Sociale e del Lavoro del Lazio. A seminare sono stati gli agricoltori soci della Sette Colli, che si sono messi a disposizione dell’iniziativa.

Il vescovo: “È iniziata un’avventura bellissima”

“È iniziata un’avventura bellissima che speriamo possa dare soddisfazioni a tutta la zona” ha detto il vescovo Apicella al Messaggero oggi in edicola, che ha dedicato un servizio alla semina. “Si tratta di un campo di prova – ha aggiunto il capo della Diocesi – per essere capaci di costruire un futuro più vivibile, sostenibile e umano con il lavoro di tutti coloro che si impegneranno sulla terra che il signore ci ha dato affinché possa portare i suoi frutti. Dal punto di vista sociale – ha proseguito Apicella – i risvolti saranno tanti: dall’occupazione giovanile alla valorizzazione dei prodotti locali, fino alla riqualificazione ambientale del territorio”.

Roberto Pizzuti: “Il progetto è cosa lodevole”

“Il progetto è una cosa lodevole – ha affermato Roberto Pizzuti – perché è il primo passo di un lungo percorso che vedrà coinvolti gli agricoltori di Valmontone che vorranno aderire. Un grazie va alla cooperativa Sette Colli che ci ha permesso di realizzare la cosa, con i soci Emiliano Ruggeri e Marco Malaspina. Un plauso al Coordinamento, al mio amico Vescovo di Velletri, all’Unicoop e a tutti quelli che stanno lavorando per la buona riuscita del progetto”.

Giulio Pizzuti e gli gnocchi di tritello di Valmontone

“È una bella iniziativa – ha commentato l’assessore comunale alle Attività Produttive Giulio Pizzuti -, che coinvolge diversi soggetti, e può avere effetti positivi sia dal punto di vista formativo che per la produzione di grano autoctono sui terreni dell’Agraria. Una volta effettuato il raccolto, potremo utilizzare la parte meno nobile del grano per valorizzare gli gnocchi di tritello di Valmontone che, inseriti tra i prodotti agroalimentari tradizionali, sarebbero prodotti al termine di una filiera corta e a chilometro zero”.

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