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Il perito nominato dai giudici ha accertato la correttezza del bilancio preventivo 2018 del comune di Artena: alla presunta falsità erano agganciate le ipotesi di concussione

Il processo “Feudo” sta arrivando alle battute finali. La sentenza è prevista per luglio prossimo e nei giorni scorsi si è tenuta la discussione con le richieste della Procura e delle difese. Negli ultimi mesi c’è stato un colpo di scena determinante, che ha cambiato tutta la prospettiva del processo.
I giudici hanno nominato un perito per esaminare il bilancio preventivo comunale del 2018-2020, ritenuto falso dal consultente della Procura. Il perito ha accertato che quel bilancio del Comune di Artena non era falso. Anzi, era fatto secondo tutti i crismi di legge e il comune non si trovava in una situazione tale (il cosiddetto pre-dissesto) da rendere necessario un piano di riequilibrio. Così la stessa Procura, secondo quanto riferito dai legati della difesa, ha chiesto l’assoluzione degli imputati per le ipotesi di reato più gravi, concernenti la concussione, la tentata concussione e il falso in bilancio. L’ultima parola spetta ai giudici.
I giudici avevano ordinato la perizia alla fine del processo, per fare chiarezza sulla veridicità o la falsità del bilancio del comune. La questione è di grande rilievo. La Procura riteneva che alcuni imputati dovevano essere perseguiti per aver costretto una funzionaria comunale a trasferirsi perché non voleva firmare un bilancio che lei riteneva fosse falso e per aver provato a farle ritrattare una relazione scritta sullo stato delle casse comunali.
La funzionaria riteneva, a differenza degli amministratori, che il comune fosse in pre-dissesto e che fosse necessario approvare un piano di riequilibrio finanziario, mettendolo per iscritto. Poi si era presentata dai carabinieri con diverse registrazioni dei colloqui tenuti con gli amministratori, che secondo la Procura avrebbero dimostrato le costrizioni. Le difese hanno invece sostenuto che il bilancio era corretto e che il comune non fosse ancora in pre-dissesto, ritenendo giustificate le richieste degli amministratori comunali.
La perizia, nel dare ragione al dott. Petrassi, che fu poi chiamato a firmare quel bilancio di previsione (e che spiegò tutto nel processo – qui l’udienza), richiama anche la delibera della Corte dei Conti del 2020 (di cui abbiamo dato atto qui), che ritenne già allora superate le criticità del passato.
Cosa rimane dell’indagine Feudo
Le questioni esaminate dal perito sono le più gravi e le principali dell’indagine. E su queste decideranno i giudici. I magistrati giudicanti sono chiamati a esaminare anche gli altri capi d’imputazione. Vi sono due ipotesi di corruzione, un’ipotesi di falso e due ipotesi di turbata libertà di scelta del contraente in relazione ad alcuni concorsi pubblici. In quest’ultimo caso dalle difese è stato evidenziato che un recente orientamento della Cassazione ritiene applicabile tale fattispecie solo a contratti di lavori e forniture. Già dall’udienza preliminare sono venute meno le ipotesi di abuso d’ufficio emerse dalle intercettazioni (qui la notizia) e sulle rimanenti grava la decisione del legislatore di abrogare il reato.
Su tutto, la decisione dei giudici di Velletri arriverà tra meno di un mese ed è molto attesa ad Artena. Nei fatti, la vicenda ha avuto un grande impatto sull’opinione pubblica e sugli amministratori comunali dell’epoca, alcuni gravati da restrizione della libertà personale per alcuni mesi. Inoltre, gli effetti si sono sentiti a livello politico e, in via indiretta, sulla gestione del comune, che è rimasto a lungo in una stasi amministrativa dovuta all’assenza degli amministratori con maggior esperienza.
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