I sindacati dei dipendenti del Comune di Artena vanno verso lo sciopero dopo la mancata conciliazione in Prefettura. Nel documento: il funzionario comunale non aveva alcun mandato per impegnarsi con sindacati e prefetto

comune artena

Al Comune di Artena si va verso lo sciopero. Anche se, dopo la riunione in Prefettura, il Comune ha soddisfatto parte delle richieste sindacali, pagando la produttività del 2019, il divario tra le parti rimane. Anzi cresce. Cgil e vice sindaco nelle scorse settimane erano scesi in polemica. Il segretario comprensoriale Fabrizio Samorè aveva contestato l’assenza dell’Amministrazione al tavolo in Prefettura. Da parte sua il vice sindaco Talone aveva replicato che il Comune c’era, accusando il sindacato di strumentalizzare.

Ora però esce fuori il verbale dell’incontro del 16 giugno scorso dal Prefetto e sembra dare ragione ai sindacati. In esso si scrive che “il rappresentate del Comune di Artena” ha sottolineato di rivestire “l’incarico di Responsabile del Servizio del Personale ad interim, senza aver ricevuto dall’Amministrazione alcun mandato che gli consenta di impegnarsi in rappresentanza del Comune di Artena”.

Lo stesso funzionario, dopo essere riuscito a “sbloccare solo i fondi riferiti alla produttività per l’anno 2019”, ha anche sottolineato “che la paralisi delle relazioni sindacali è dovuta all’assenza della delegazione trattante per l’Amministrazione comunale”. Insomma il verbale sembra dare ragione alla linea espressa dai sindacati.

“Il vice sindaco di Artena dovrà rispondere alla Presidenza della Camera”

Dalla Cgil Funzione Pubblica, Fabrizio Samorè torna all’attacco dell’Amministrazione retta da Talone che rivolto ai sindacati aveva detto: “Noto con molto dispiacere che si continua a strumentalizzare”. Il sindacalista chiede di fermare il “gioco delle tre carte”. “Il comune – afferma Samorè – è uscito dalla gestione pubblica affidando in somma urgenza l’appalto dei rifiuti ad un’azienda che poi non ha pagato i lavoratori, in cui non si capisce chi fa che cosa o chi lo deve fare. Il risultato è che i lavoratori del comune si ritrovano con la cresta fatta sullo stipendio perché dovendo prendere una parte del salario dal contratto decentrato ma se il contratto non viene chiuso i lavoratori non prendono quei soldi. E il comune non convoca da settembre la delegazione trattante. Strumentale un corno.”.

“Con pezzi dei vertici dell’ente oggetto di rinvii a giudizio – aggiunge il sindacalista – e con alcuni ancora oggetto di misure restrittive, il vicesindaco dovrebbe pensare meglio a chi fare la morale. Se mancava un motivo per invitarci allo sciopero lui ha completato l’opera. Ora la comunicazione del Prefetto ci libera le mani e quanto alle sanzioni che abbiamo chiesto di valutare, informate il signor Talone che non deve rispondere a noi o ai giornali ma alla Presidenza della Camera dei Deputati”.

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