Vittoria delle lavoratrici e dell’opposizione che ha tenuto per due ore il punto, costringendo l’Amministrazione a rivalutare la decisione. Latini: “O si conservano i posti di lavoro o non si fa niente”

Sospesa la decisione “da incubo” sul “Sogno Magico” di Valmontone. Dopo due ore di discussione in cui le opposizioni hanno incalzato l’Amministrazione comunale, il Sindaco di Valmontone Alberto Latini ha comunicato al Consiglio la volontà di rinviare a un altro giorno la discussione della delibera che mette a rischio i posti di lavoro. La delibera portata in Consiglio, tra le altre cose, affidava all’Azienda Speciale di Valmontone i servizi di assistenza specialistica e asilo nido. Il conferimento all’Azienda pubblica avrebbe comportato l’impossibilità di trasferire automaticamente i 28-29 lavoratori delle cooperative al nuovo ente.

Durante la discussione, a cui hanno assistito le lavoratrici delle cooperative che gestiscono l’asilo nido comunale “Il Sogno Magico”, le opposizioni hanno aspramente criticato la scelta dell’Amministrazione, accusandola di “mandare a casa le lavoratrici” per risparmiare qualche soldo. Al termine della discussione (leggi qui la cronaca) il presidente del Consiglio Natalizia ha sospeso la seduta per una riunione di maggioranza. Al rientro il sindaco Alberto Latini ha annunciato il rinvio del punto ad altro Consiglio.

Le dichiarazioni del Sindaco Latini

“Negli ultimi sette anni del mio mandato di sindaco – ha dichiarato Latini – il posto di lavoro è stato garantito a tutti. Non abbiamo mai mandato a casa nessuno, anzi abbiamo incrementato i posti di lavoro. C’era stata prospettata l’idea di abbassare la quota annuale dal punto di vista economico per l’assistenza e l’asilo nido: la nostra intenzione era abbattere la quota mensile dal punto di vista della quota alle famiglie e fare noi direttamente il servizio. L’intenzione è sempre stata questa”.

“Stiamo parlando – ha quindi proseguito Latini – di due settori delicatissimi per la città e per le famiglie chi ci lavorano. O c’è la garanzia dei posti di lavoro dal punto di vista tecnico e strumentale e che a queste persone, che sono 18 per Area Sociale e Melograno e 10-11 della Sarc, viene garantito il posto di lavoro o l’Amministrazione torna indietro. Senza la garanzia del posto di lavoro io non faccio nulla. Se le cose combaciano – ha poi proseguito Latini – , vorrei mettere il personale sotto l’Azienda Speciale abbassando la retta, se non sarà possibile faremo un incontro con le cooperative e parleremo liberamente e tranquillamente di cosa fare”.

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