San Silvestro tra asporto, veglioni e menù stellari. A mezzanotte si brinda

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I cenoni del passato non ci sono più: stasera il veglione sarà soprattutto in famiglia. Ma ci sono attività aperte e chi si inventa un menù a mille euro a persona

È iniziato il conto alla rovescia. A mezzanotte si brinda per la dipartita del 2022 e l’arrivo del 2023. Lo si farà soprattutto a casa, perché i grandi cenoni di una volta, quelli al ristorante, sono quasi spariti. Nella ristorazione si è passati soprattutto all’asporto. Lo fanno diversi ristoranti della zona, ad esempio RossoDiVino a Valmontone, La Noce a Segni, Prati a Lariano.

“Per i ristoranti il veglione di San Silvestro è diventato un costo, tra spese in aumento, siae, costo maggiorato del personale” spiega un ristoratore di Velletri. “Negli anni Ottanta un veglione si poteva fare a centomila lire, ora si fa a poco meno di un matrimonio e si rischia di non riempire” afferma il titolare di “Paradiso” a Velletri.

“È anche difficile trovare i camerieri” dice un altro ristoratore di Lariano. Poi si rischia spesso che le prenotazioni vengono disdette all’ultimo momento. Ecco perché molti ristoranti hanno deciso di non fare il veglione e stare chiusi stasera. Si preferisce fare l’asporto.

C’è però chi non rinuncia, nonostante tutto. Ad esempio il Casale del Marrone, a Segni, stasera servirà in tavola. “Ci hanno richiesto semplicemente un cenone senza musica, balli e confusione”, dicono dall’agriturismo, sottolineando che “la pandemia ha cambiato e sta cambiando lo stile di vita delle persone”.

Divertimento, invece, al Mulo Brigante, il pub nel centro storico di Artena. Il locale ha previsto un menù per il veglione, proprio nel periodo in cui il centro storico è più vivo grazie ad Artena Città Presepe, la manifestazione organizzata dall’omonima associazione e dall’Associazione Rete Sociale.

Il menù a mille euro a persona

C’è poi chi si inventa menù stellari che fanno notizia. Non è un caso di zona ma è comunque interessante. Un ristoratore di San Gregorio, un paesino in provincia de L’Aquila, ha elaborato un menù di capodanno a mille euro a persona. Tutti pensavano fosse uno scherzo o una trovata pubblicitaria, e invece si sarebbe trattato di una proposta vera che, secondo il ristoratore, avrebbe portato a una decina di prenotazioni. Ne ha parlato anche l’ANSA.

Un menù composto da ribeye di Wagyu, tartufo bianco e fresco e fiocchi di foglie d’oro al prosciutto Pata Negra e al caviale di Beluga in purezza, proseguendo con risotto Gran Riserva Carnaroli ai fiori di ‘pea’ con salsa di aragoste, tartare di gamberi e tagliolini al burro échiré e tartufo bianco, e ancora con un tris di filetto Wagyu, Fassona e Mangalica con funghi porcini grigliati. D’accompagnamento: calici di Dom Perignon, Valentini trebbiano, Bolgheri Sassicaia doc e Chateau d’Yquem, nessuno sotto i 100 euro a bottiglia.

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