Ci siamo, domenica e lunedì si vota. Si vota ovunque, non solo a Colleferro per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale. Chi e cosa votare?

Domenica e lunedì il popolo è chiamato ad esprimersi per confermare o rimandare al mittente il taglio dei parlamentari. Come avrete sentito, si tratta di un taglio “lineare” del numero dei rappresentati del popolo, un po’ come quelli fatti per vent’anni sui fondi alla sanità o all’istruzione o agli enti locali. Il taglio è una bandiera dei Cinque Stelle contro la casta.

Probabilmente è anche il simbolo dei sensi di colpa dei partiti, nati ai tempi di “Mani pulite”, con la dissoluzione del sistema politico-partitico. Da allora, ad ogni tornata, si è parlato di riforme e taglio della “casta”, un po’ per intercettare l’elettorato arrabbiato, un po’ per auto-flagellarsi. Un po’ come farebbe una persona cresciuta tra i sensi di colpa per non aver fatto abbastanza per qualcosa e che non riesce ad andare avanti guardando al futuro finché non si è auto-flagellato abbastanza. Il problema è che il prezzo di questa coazione a ripetere è pagato dal popolo che già più volte si è espresso su riforme gradi e piccine.

Andando al tema, chi vota “sì” ha le idee chiare: se la prende con quelli che vengono definiti “parassiti”, ritiene prioritario (rispetto alla rappresentanza) risparmiare sui costi del Parlamento, crede nella democrazia tecnologica diretta e spera in un sistema parlamentare più snello in cui meno persone facciano lo stesso lavoro. Chi vota “no”, si difende dal dimezzamento del potere del proprio voto e si schiera contro una democrazia con derive statunitensi, in cui le lobby hanno gioco facile nel puntare tutto su pochi eletti per influenzarne le scelte. E in cui la politica è cosa per i soli ricchi che potranno pagare la campagna elettorale su collegi ancor più grandi, in cui il presidente o il deputato è più soggetto alle pressioni dei centri di potere, e in cui deve iniziare ad accumulare soldi già dopo l’elezione in vista della campagna elettorale successiva.

Su Colleferro che si può dire? Forse è l’elezione più importante dell’intero comprensorio perché la città fa da cuspide a un sistema territoriale integrato che pian piano sta conquistando una sua personalità unitaria. A dirla tutta, a causa del covid e dei fatti che sono accaduti a Colleferro, la campagna elettorale è stata fiacca e surreale, senza tensione elettorale e con poca partecipazione. Sanna sembra andare verso una riconferma al primo o al secondo turno: per bravura sua nell’amministrare la città in questi anni e nel rispettare gli impegni ma anche per inconsistenza (e direi rassegnazione) di chi gli si oppone. La partita vera è sulle preferenze per eleggere i Consiglieri.

Chi e cosa votare, dunque, nei prossimi giorni? Non siamo partiti e non diamo indicazioni di voto: la cosa importante è andare alle urne. Ognuno sa discernere, farsi un’opinione ed agire di conseguenza. Sa scegliere la sua parte, il suo candidato, esercitare eventualmente il voto disgiunto: è questa la democrazia. Da parte nostra rimaniamo fortemente saldi nel ritenere che la volontà popolare sia sacra e, comunque vada, i voti che verranno espressi saranno quelli giusti.

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