Gli occupanti senza titolo delle case popolari comunali e Ater possono chiedere la sanatoria ad alcune condizioni

Chi ha occupato un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica prima del 23 maggio 2014 può regolarizzare la sua posizione. A stabilirlo è una legge della Regione Lazio che ha dato il via alla sanatoria delle occupazioni abusive delle case popolari. Le domande si possono presentare fino al 27 febbraio prossimo e consentono di sanare la propria posizione all’interno degli alloggi sociali pubblici, sia comunali sia dell’Ater.

Chi può usufruire della sanatoria

Chi può usufruire di questa sanatoria? Coloro che possono dimostrare l’occupazione precedente al 23 maggio 2014 e che hanno una serie di requisiti. Per dimostrare l’occupazione si può fare in tre modi: presentando un certificato storico anagrafico; allegando alla domanda un verbale della Polizia Locale; allegare un Censimento Anagrafico Reddituale effettuato dall’occupante in data anteriore al 23 maggio 2014. Gli altri requisiti: la cittadinanza italiana o di uno stato membro dell’Unione Europea. Basta? No.

Le condizioni per regolarizzare l’occupazione

La Regione ha fissato dei paletti contro le sanatorie indiscriminate. L’alloggio deve essere stato occupato ininterrottamente fino al momento in cui sarà concessa la regolarizzazione. Un secondo “paletto” riguarda il reddito: potrà essere regolarizzata la posizione di quegli occupanti il cui reddito annuo complessivo familiare non sia superiore, alla data di presentazione della domanda, al limite per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa. La terza condizione è che l’occupazione non deve aver sottratto il godimento dell’alloggio: ad un soggetto legittimo assegnatario che non sia ancora entrato in possesso dell’alloggio; o ad un soggetto che, essendosi assentato, abbia segnalato con atto avente data certa l’avvenuta occupazione; oppure ad un soggetto in attesa di voltura.

A fronte della regolarizzazione, la legge regionale prevede il pagamento di un’indennità pari al canone ERP calcolato in base al reddito e di una sanzione di euro 200 mensili, ridotta del 10 per cento per i nuclei familiari in cui siano presenti minori (o del 20% qualora siano presenti minori disabilità) più il rimborso dei servizi. L’indennità può essere rateizzata.

La deroga per chi ha un reddito “intermedio”

Per chi ha un reddito superiore a quello per l’accesso agli alloggi popolari, ma comunque inferiore al reddito che ne determina la decadenza, la strada della regolarizzazione è comunque aperta. La differenza sta nella determinazione dell’indennità e della sanzione, che è di 250 euro mensili, con riduzioni in base alla presenza di minori e minori con disabilità.

La possibilità di accedere ai piani di vendita

La regolarizzazione permette anche di accedere ai piani di vendita, qualora gli alloggi da regolarizzare vi siano inseriti. Per optare per l’acquisto dell’alloggio o l’adesione a procedure di mobilità verso altri alloggi, l’assegnatario regolarizzato dovrà attendere cinque anni.

Come presentare la domanda

Il modulo di domanda dovrà essere validamente compilato, sottoscritto ed inviato entro e non oltre le ore 24:00 del 27 febbraio 2021. Si potrà fare domanda da soli oppure con l’ausilio di Caf, Sindacati, Patronati e Comitato di Inquilini. Nel nostro territorio, uno degli enti che si occupa di queste pratiche è il SUNIA, che recentemente ha ampliato i suoi servizi aprendo una sede ad Artena (clicca qui per leggere i dettagli).

Il ruolo dei Comuni e dell’Ater nella regolarizzazione e nella liberazione degli alloggi

La domanda di sanatoria va presentata al Comune e all’Ater di competenza compilando un apposito modulo (clicca qui per scaricarlo dal sito dell’Ater). Se l’alloggio è di proprietà del Comune, la domanda va presentata al solo Comune. Nel caso di alloggio di proprietà Ater, sia il proprietario sia il Comune verificheranno i requisiti per regolarizzare l’occupazione. Se la casa popolare è del Comune, provvederà il solo Comune.

La legge che dispone tutto ciò prevede anche degli obblighi di liberazione degli immobili occupati da chi non ha titolo a rientrare nella sanatoria. Spetta infatti ai Comuni provvedere all’attuazione delle procedure necessarie per il rilascio immediato degli immobili, comunque non oltre centoventi giorni, da parte degli occupanti senza titolo. Se l’ente competente alle assegnazioni non lo fa, può farlo l’ente gestore.

Un’occasione per riavviare una corretta gestione degli alloggi ERP

La sanatoria prevista dalla legge regionale è quindi un’occasione per mettere un po’ di ordine nella gestione degli alloggi pubblici. Potrebbe portare a una maggiore chiarezza nelle assegnazioni e a eliminare zone d’ombra. Tutto ciò dipenderà anche dalla volontà politica delle Amministrazioni comunali di riavviare un’efficiente assegnazione delle case popolari.

Spetta infatti ai Comuni ricevere le domande e aggiornare semestralmente le graduatorie, liberare gli alloggi occupati abusivamente in proprio o insieme all’Ater, assegnare quelli liberi a chi ne ha diritto. Spesso, in alcune zona, tutto ciò viene colpevolmente dimenticato. Salvo poi chiedersi, magari, il motivo per cui chi ha bisogno di una casa ricorre alle occupazioni o a quello che è correntemente definito “abusivismo di necessità”.

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