Ora come in piena emergenza coronavirus, gli uffici postali continuano a rimanere aperti solo la mattina. Anziani e giovani devono attendere fuori senza nemmeno poter prendere il solito numero

Da mesi anziani e giovani sono costretti a lunghe file per entrare negli uffici delle poste di Lariano e Artena. Con il sole battente quel disservizio è ancor più accentuato per gli anziani che devono cercare un posto all’ombra. Nelle due cittadine i rispettivi uffici postali sono aperti solo la mattina. Così se prima l’utenza poteva “diluirsi” tra la mattina e il pomeriggio (ad Artena) diminuendo la possibilità di creare assembramenti, i nuovi orari concentrano tutti dalle 8.30 alle 13.30.

Sulla porta delle Poste di Artena un foglio risalente all’11 marzo 2020 fa sapere che l’orario è dovuto alle misure anti-covid. Addirittura lo stesso foglio indica l’ufficio di Albano Laziale come il più vicino ufficio aperto il pomeriggio (piuttosto che quello di Colleferro).

I disservizi in atto e le file senza numeri alle Poste di Lariano e Artena

All’interno degli uffici postali si entra solo quando si libera uno sportello. Tutti gli altri devono attendere sul marciapiede (a Lariano) o in piazza (ad Artena), contendendosi i pochi posti all’ombra e le poche panchine disponibili. Anche sulla gestione della fila si è tornati indietro di anni: non ci sono più i numeri e si fa col metodo tradizionale, chiedendo chi è l’ultimo e attendendo il proprio turno.

Anche le prenotazioni tramite App sembrano essere ormai saltate. Oggi a Lariano le prenotazioni per domani non sono disponibili e ad Artena, pur presenti gli orari, non sono eseguibili. Così si va alla Posta sperando che qualcuno che sta in fila si stufi e torni a casa, riducendo il tempo d’attesa in piazza.

Il disservizio è ancor più rilevante se si pensa che fino a pochi anni fa Artena aveva due uffici postali. Poi con la riduzione ad uno, l’unico ufficio rimanente ha iniziato ad aprire fino a sera. A Lariano la situazione ha portato le forze politiche di opposizione a chiedere al Sindaco di mettere dei gazebo al di fuori dell’ufficio postale per fare ombra a chi attende. In entrambi i casi, piuttosto che “togliere le castagne dal fuoco” alle Poste, sarebbe più utile e serio chiedere istituzionalmente alle Poste di aprire (o riaprire) il pomeriggio o di attuare, loro, soluzioni idonee ad evitare possibili colpi di sole e malori. Un’iniziativa istituzionale del genere sarebbe opportuna e necessaria. Ormai siamo quasi in Fase 3, no?

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