Artena torna a bruciare e nemmeno certa politica è senza colpe

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Fumo e fiamme dal monte che sovrasta Artena: come ogni anno la storia ripete e un po’ la colpa è anche della politica

Il Patrarquara torna a bruciare. Il monte che sovrasta Artena da qualche ora è assediato da fiamme e fumo. Ancora una volta l’odore dei campi e delle sterpaglie bruciati è arrivato nel centro storico e nel centro urbano di Artena.

Anche quest’anno la storia si ripete. Fa caldo, le famme bruciano l’erba secca, forze dell’ordine e protezione civile sono mobilitate con dispendio di risorse pubbliche. Tra qualche giorno pioverà e tra qualche tempo arriverà erba fresca da bruciare l’anno prossimo. E ciò nonostante ci siano pure leggi che rendono inutilizzabili – anche per il pascolo – i terreni percorsi dagli incendi.

Se la storia si ripete, ad Artena come in qualunque altro posto in Italia, forse qualche colpa ce l’ha anche certa politica. Quella politica che fa le leggi più belle del mondo ma che poi taglia i fondi per l’assunzione del personale che dovrebbe controllare l’applicazione di quelle norme.

Dagli anni Novanta le dotazioni organiche delle forze dell’ordine sono state sottoposte a cure dimagranti trentennali. La spesa pubblica è stata ridotta e la pubblica amministrazione messa alle corde. Nemmeno il Pnrr è stato in grado di rimpolpare gli organici perché utile solo a interventi di investimento (a volte di dubbia utilità).

In materia ambientale la soppressione del Corpo Forestale è stato il colpo di grazia. Chi dovrebbe controllare gli incendi? Due o tre carabinieri forestali che hanno sede a quaranta minuti di macchina? O i due agenti della polizia locale di Artena? O le due o tre pattuglie della polizia provinciale che hanno mezza provincia da supervisionare? I carabinieri, già alle prese con il contrasto della droga e le liti in famiglia da sedare? O Finanza e Polizia, che hanno un territorio enorme e competenze diverse?

Se poi consideriamo che l’area archeologica di Artena, non lontana dall’area dell’incendio, non è meno abbandonata di dieci o quindici anni fa, quando invece potrebbe essere un presido del monte, forse dobbiamo rassegnarci al solito brutto spettacolo. Nella speranza che piova il prima possibile.

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