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La Raggi, nella veste di sindaco metropolitano, ha firmato l’ordinanza che riapre la discarica di Albano Laziale in cui portare 1100 tonnellate al giorno di rifiuti di Roma

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I rifiuti di Roma vanno a finire ad Albano Laziale. Malgrado l’opposizione dei sindaci della zona, che l’altro giorno sono stati al Campidoglio per manifestare la propria contrarietà, la Raggi ha deciso. E ha firmato un’ordinanza per riaprire la discarica di Albano Laziale che potrà accogliere fino ad un massimo di 1.100 tonnellate al giorno di scarti lavorati dagli impianti di trattamento. L’atto è stato firmato nella veste di sindaco della Città Metropolitana di Roma, cioè il ruolo che una volta era del presidente della Provincia.

L’appello della Raggi a sindaci e cittadini: “Aiutateci a riaprire la discarica di Colleferro”

“Se la Regione Lazio non vuole riaprire le discariche e vuole lasciare i rifiuti in strada aveva detto la sindaca di Roma ad Askanews, vorrà dire che le riapriremo noi. Per questo ho chiesto alla Città Metropolitana di predisporre un’ordinanza urgente per riaprire la discarica di Albano Laziale”. “Assicuro ai cittadini di Albano – ha poi aggiunto la Raggi – che lo faremo per il tempo strettamente necessario. E rivolgo un appello a loro e a tutti i sindaci: appoggiateci nella battaglia per riaprire la discarica di Colleferro e gli altri impianti ancora utilizzabili. Aiutateci a creare un sistema che eviti le continue crisi e restituisca al Lazio una rete adeguata di impianti”. Ma l’ordinanza seguita all’appello non è piaciuta affatto al sindaco di Albano Laziale che ha annunciato di voler fare ricorso al Tar.

Il sistema degli Ato e l’emergenza

L’ordinanza impone l’apertura della discarica di Roncigliano per 180 giorni, nell’attesa che nuovi impianti entrino in funzione nell’Ato di Roma. Va infatti ricordato che, in base alla legge regionale, il territorio del Lazio è diviso in Ambiti Territoriali Ottimali per lo smaltimento dei rifiuti. Ogni Ato deve trovare il modo di smaltire in proprio i rifiuti che vi si producono. Gli Ato sono su base provinciale ma nella provincia di Roma il Piano di gestione dei rifiuti ha stabilito che Roma deve essere autonoma rispetto al resto della provincia. Quest’ultima, a sua volta, deve raggiungere una sua autonomia.

L’ordinanza della sindaca metropolitana di Roma serve a non aggravare l’emergenza rifiuti nella Capitale. La città eterna è infatti assediata da cassonetti stracolmi di immondizia da mesi e non riesce a trovare una soluzione. Qualche settimana fa la Capitale aveva anche pensato di riaprire la discarica di Colleferro, trovando l’immediata opposizione del territorio.

La nuova cartografia con i vincoli per la localizzazione degli impianti

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Da notare che qualche giorno fa la Città Metropolitana ha anche approvato la nuova cartografia con i vincoli per la localizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti. Cartografie e determinazioni sono stati pubblicato oggi all’albo dell’ex Provincia. Vi si può vedere che la maggior parte del territorio romano e castellano risulta coperto da vincoli “escludenti”. Non sono indicati i siti “preferenziali” ma gran parte del territorio di Colleferro, Genazzano, Valmontone e dei Monti Prenestini, nonché alcune zone di Artena e di Velletri, sono classificate come di “attenzione progettuale”. Si tratta cioè di aree non escluse ma su sono necessari ulteriori approfondimenti per valutare la fattibilità degli interventi.

La presa di posizione dell’assessore regionale Valeriani

Ieri l’assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti, Massimiliano Valeriani, aveva preso posizione contro la sindaca di Roma, prospettando il commissariamento di chi “è incapace di gestire i propri rifiuti”. Ecco cosa ha detto Valeriani: “Le Regioni non realizzano gli impianti per la gestione dei rifiuti: la legge nazionale stabilisce infatti che le amministrazioni regionali autorizzino gli impianti su richiesta dei Comuni e degli operatori pubblici e privati, che sono chiamati a costruirli e a gestirli”

Continuare a negare anche queste competenze – ha detto l’assessore – , vuol dire imbrogliare i cittadini, un inganno ancora più grave perché perpetrato da una sindaca che dovrebbe conoscere le norme per governare la propria città.  Solo per fare un esempio, la Regione ha autorizzato da oltre un anno il progetto presentato dall’Ama e dal Comune di Roma per realizzare due centri di compostaggio, ma l’azienda municipalizzata non ha fatto ancora nulla per costruire i due impianti e porta gli scarti organici a Maccarese”.

Oltre alle autorizzazioni – ha proseguito Valeriani – , la Regione ha messo a disposizione dei Comuni del Lazio oltre 80 milioni di euro per aprire nuovi impianti di trattamento e smaltimento: anche in questo caso il Campidoglio non ha fatto nulla. Purtroppo la sindaca è male orientata e la città paga il prezzo di questa incapacità. Grazie al sostegno della Regione oggi ci sono tutti gli sbocchi per i rifiuti di Roma, ma la capitale resta ancora sporca perché Ama vive la più grande crisi industriale della sua storia: un fallimento gestionale e amministrativo con conseguenti inefficienze sulla raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade”.

Inoltre – ha aggiunto l’assessore regionale – sono passati quasi tre anni dalla chiusura per incendio del Tmb del Salario, ma in tutto questo tempo il Comune e Ama non hanno realizzato un nuovo impianto per sostituirlo. Sono mesi che diciamo che Roma ha bisogno di una discarica perché portando i suoi rifiuti in tutto il Lazio ha saturato rapidamente diversi siti di smaltimento. Ora tutti i Comuni sono stanchi di ospitare i rifiuti di chi con arroganza scarica su altri il problema. La Sindaca non ci ha dato ascolto e ora siamo al disastro. Dopo la sentenza del Tar, che ci ha obbligato a seguire la via ordinaria, procederemo a commissariare chi è incapace di gestire i propri rifiuti”

Bruognolo (Lega): “Il problema dei rifiuti di Roma gettato sulle spalle della provincia”

“Deve essere un vizio dei governi a cinque stelle quello di prendere decisioni nottetempo senza alcun confronto con le opposizioni e con i cittadini. La scorsa notte – ha dichiarato Tony Bruognolo Segretario politico della Lega Provincia di Roma Sud – Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza che punisce gli abitanti della provincia di Roma con la riapertura straordinaria della discarica di Albano chiusa da anni e che, nel frattempo, non ha subito neppure una bonifica e lo fa nonostante le posizioni contrarie delle amministrazioni coinvolte, delle associazioni ambientaliste e dei cittadini”.

Quello che temevamo si è verificato – ha proseguito Bruognolo – , l’enorme problema dei rifiuti di Roma è stato gettato sulle spalle del territorio della provincia per l’incapacità di gestione della Sindaca Raggi e del suo alleato Zingaretti che ha messo in campo un piano rifiuti regionale a dir poco disastroso. Saremo al fianco dei sindaci dei comuni delle zone interessate dalla discarica e con loro combatteremo affinché si trovi una soluzione adeguata che, soprattutto, non impatti sulla salute dei cittadini”.

Aprilia, discarica chiude per manutenzione. Greci (Anci Lazio): “Estremamente preoccupato”

“Come responsabile ANCI Lazio per la provincia di Roma, sono estremamente preoccupato per la situazione che si verrà a creare a seguito della chiusura della discarica di Aprilia per lavori di manutenzione. Per tamponare il rischio di una grave crisi sanitaria, considerando anche l’aumento delle temperature, la regione avrebbe dovuto predisporre un piano temporaneo di emergenze e invece niente. Ancora una volta la provincia è stata abbandonata a se stessa. Mi metto a disposizione dei sindaci dei comuni interessati per poter essere loro punto di riferimento e portavoce delle loro istanze nelle sedi competenti, nella speranza che l’amministrazione regionale non faccia ancora di testa propria”. Lo dichiara Giorgio Greci responsabile ANCI Lazio per la provincia di Roma.

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