Le persone da vaccinare a domicilio sono ancora in attesa: mancano i vaccini Pfizer

Sono ancora in attesa gli anziani disabili che dovrebbero essere vaccinati a domicilio. La scorsa settimana pubblicavamo di un’ottuagenaria che aveva prenotato il vaccino dal 3 marzo. La donna lo aspetta ancora e con lei diversi altri disabili anziani ricadenti nelle categorie fragili. Per loro è necessario il vaccino Pfizer che però attualmente scarseggia.

Fonti della Asl Roma 5 hanno infatti riferito che si è in attesa di nuove forniture. Dall’inizio della campagna vaccinale sono state fatte più di tremila vaccinazioni a domicilio nella Asl Roma 5 ma da circa un mese c’è una nota forte carenza di Pfizer. L’azienda ha attivato 24 unità mobili per andare nelle case degli anziani. Però in questo momento riescono a fare soltanto le seconde dosi perché non ci sono vaccini.

“Non possiamo avere sei dosi a settimana per vaccinare i pazienti fragili” è l’appello dei medici di base della Asl Roma 5 riportato oggi sul Messaggero in edicola

Intanto i medici di famiglia tornano a chiedere di essere riforniti di vaccini. “Dateci le dosi! Per vaccinare i pazienti fragili non possiamo averne sei a settimana: i sindaci devono sostenerci” è l’appello riportato proprio oggi dal Messaggero in edicola. A parlare sono, stavolta, i medici di Zagarolo, San Cesareo e Palestrina. Ma la questione è sentita anche nel distretto Asl di Colleferro (Artena, Carpineto Romano, Segni, Valmontone e limitrofi). Come abbiamo riportato più volte, le dosi scarseggiano e i medici hanno anche scritto alla Regione chiedendo maggiori forniture.

La lettera della Regione alle Asl

Risale infatti al 20 aprile scorso una lettera dei sindacati alla Direzione Salute della Regione che sollecitava i rifornimenti. Tre giorni dopo la stessa Direzione ha scritto alle Direzioni Sanitarie e Generali delle Asl di “rifornire tali professionisti di un congruo numero di dosi in misura compatibile con l’approvvigionamento settimanale delle specifiche tipologie di vaccino”. Il tutto per sostenere la campagna vaccinale tramite una rete di medici che potrebbe fare migliaia di vaccini a settimana. Da quella lettera non sembra, per ora, che le cose siano cambiate.

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