Il sindacato dei lavoratori della Asl Roma 5: “Da novembre 2020 l’indennità di malattie infettive non è corrisposta agli operatori coinvolti così come invece fatto regolarmente nella prima ondata pandemica”. E aggiunge: “Fondi unilateralmente utilizzarti per i propri scopi: è mancanza di rispetto”

Da novembre 2020 la Asl Roma 5 non paga l’indennità di malattie infettive agli operatori dei reparti covid. A denunciarlo è la Cgil Funzione Pubblica in una durissima nota che chiede anche di “sapere il perché del diniego pronunciato sempre a mezza voce ad applicare questa indennità agli Operatori dell’intero Ospedale di Palestrina e di tutti gli altri trasformati a tal uso”.

È scontro dunque tra il sindacato dei lavoratori e la Asl che ha fatto dell’ospedale di Palestrina (e dei i reparti di altri ospedali) un covid-hospital. Per farlo, l’azienda ha spostato il personale dove necessario “trasformando ex novo – dice il sindacato – interi reparti dedicati al trattamento intensivo”. Inoltre alcune scelte dell’azienda secondo il sindacato “mascherano il pagamento di straordinari e prestazioni aggiuntive per ovviare a una cronica mancanza di personale ed un piano assunzionale asfittico”.

I “Fondi contrattuali utilizzati unilateralmente per i propri scopi”

Dopo non aver messo i bastoni tra le ruote alla Asl in questo periodo di emergenza, ora la Cgil chiede il rispetto degli accordi contrattuali. E lo fa duramente: “L’immensa gratitudine dimostrata dai pazienti verso gli Operatori – dice il sindacato – non trova corrispondenza in come quest’Azienda tratta questi ultimi a proposito dei propri diritti contrattuali, più volte elusi e denegati”. La nota firmata dal coordinatore sindacale territoriale Aldo Capobianchi e segretari generali Fabrizio Samorè (Roma Sud Pomezia Castelli) e Francesco Frabetti (Roma Est Rieti Valli dell’Aniene) prosegue così:

Da Novembre 2020 l’indennità di malattie infettive – art.86 prevista dal vigente CCNL 2016-2018 non è corrisposta agli operatori coinvolti così come invece fatto regolarmente nella prima ondata pandemica. Nessuna delle reiterate richieste specifiche fatte dalla CGIL ha avuto risposta da un’Azienda che pur certificato i “Fondi Contrattuali” già dallo scorso anno continua a unilateralmente utilizzarli per i propri scopi, non senza qualche contraddizione applicativa, e non certo per i diritti già riconosciuti dal contratto come l’indennità di malattie infettive. Ci piacerebbe tanto sapere il perché del diniego pronunciato sempre a mezza voce ad applicare questa indennità agli Operatori dell’intero Ospedale di Palestrina e di tutti gli altri trasformati a tal uso.

La CGIL FP ritiene questa scelta aziendale una profonda mancanza di rispetto nei confronti di quegli Operatori Sanitari che da mesi ormai, in condizioni di lavoro disagiate, rischiando la propria salute e quella dei propri cari, prestano con abnegazione e senso di responsabilità la loro attività lavorativa, personale che in questi mesi ha visto negarsi anche le ferie.

Alcune scelte aziendali pubblicizzate sui social e mai realmente operative (Terapia Intensiva Covid Hospital di Palestrina, barelle per il “biocontenimento” inutilizzate da mesi) mascherano il pagamento di straordinari e prestazioni aggiuntive per ovviare a una cronica mancanza di personale ed un piano assunzionale asfittico.

L’ovvietà di una riconoscenza non può essere confusa con i diritti del Lavoro, e un’Azienda che non lo riconosce ai propri dipendenti commette un gravissimo errore che vedrà costretta la CGIL FP a un’azione legale volta alla tutela dei diritti contrattuali e restituire così rispetto e dignità a tutti gli Operatori.

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