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Accuse reciproche, esigenza di posti di lavoro e procedimenti amministrativi da correggere sono stati alla base del dibattito consiliare più infuocato dell’Angelini 2. Carocci: “Ritengo che non ci sia l’interesse pubblico”. Angelini: “Non accetto che vengano minacciati i Consiglieri. All’impianto seguirà una fungaia e un centro di commercializzazione”

Ieri pomeriggio il Consiglio ha convalidato la procedura sull’impianto di substrato proposto dalla Funghicoltura in Rete. La maggioranza ha votato la convalida della determinazione dirigenziale che, a detta della segretaria comunale, conteneva alcuni errori. Sul punto lo scontro tra maggioranza ed opposizione ha toccato sia questioni tecniche sia temi politici. Tra le parti si è arrivati al redde rationem, tra l’esigenza di posti di lavoro manifestata dal Sindaco e l’ipotesi di “interesse privato in atti pubblici” mossa dalla Consigliera Carocci a cui è seguita la dura replica di Angelini.

La ricostruzione di Silvia Carocci: “Ritengo che non ci sia l’interesse pubblico. Dieci posti di lavoro li dà anche un ristorante”

La discussione si è aperta con una lunga ricostruzione della procedura fatta dalla Consigliera Carocci. La Consigliera ha incendiato il dibattito sulla convalida della determinazione, che è poi il provvedimento sulla base la Funghicoltura in Rete ha ottenuto i permessi a costruire che sono determinati per l’ottenimento del finanziamento regionale. “Il Consiglio sta manifestando la volontà di salvare una determina del dirigente sull’adeguamento del Piano di Utilizzazione Aziendale – ha detto la Carocci – mentre i precedenti PUA approvati nel 2008 erano decaduti e le aziende agricole erano state chiuse. Non capisco perché stiamo riesumando due PUA anche perché il progetto di adesso i funghi non li produce, cioè: i funghi saltano e si produce compost. Dovreste far rifare il PUA ma la Funghicoltura non può ripresentarlo – ha aggiunto Carocci – perché altrimenti perderebbe il finanziamento che ha ottenuto, non avendo i titoli”.

Durante l’intervento Carocci ha quindi sostenuto la tesi dell’illegittimità degli atti da convalidare. Poi, affrontando il tema dell’interesse pubblico, è arrivata la frase che ha appiccato l’incendio della polemica: “Si tratta di uno stabilimento privato di natura produttiva: ritengo che qui non ci sia interesse pubblico – ha dichiarato Silvia Carocci – ma interesse privato in atti pubblici. Non siamo contrari a insediamenti produttivi ma devono essere fatti nel rispetto della normativa. Sapete quanti posti di lavoro crea questo intervento? Non i 120 della campagna elettorale, ne crea dieci. Dieci posti di lavoro li dà anche un ristorante”. Ed è qui che è scoppiata la polemica con il Sindaco Angelini che ha risposto di “non consentire di offendere i Consiglieri”. “Vada a vedere di chi sono i terreni attigui all’intervento – ha risposto Carocci – io di terreni attigui non ne ho”.

Angelini: “Non consento di minacciare i Consiglieri. Impianto produttivo è di interesse pubblico”

“I processi vanno fatti nelle sedi opportune e non consento di usare il termine ‘illegittimità’ perché nel caso si scendono le scale del comune si va a fare una denuncia” ha replicato Angelini, smentendo anche di avere terreni attigui alla zona d’intervento. “Qui c’è una parte che difende gli interessi privati – ha aggiunto il Sindaco – e una parte che difende gli interessi pubblici e noi difendiamo gli interessi pubblici”. Angelini ha quindi ricollegato il progetto in discussione a quello del 2008, citando e ringraziando i Consiglieri di allora che votarono gli originari Piani di Utilizzazione Aziendale.

“Se la procedura amministrativa non è corretta – ha poi affermato il Sindaco -, sarà il tribunale amministrativo a dirlo, da parte mia ritengo che sia perfetta ma affinché si faccia questo investimento non ho alcun dubbio a portare la convalida in Consiglio per fare un progetto che porti sviluppo e lavoro rispettando tutte le norme. Tra l’altro non mi spiego perché se c’è un procedimento amministrativo non corretto per un progetto finanziato dalla Regione – ha dichiarato Angelini -, gli stessi uffici regionali che scrivono le osservazioni non vanno all’ufficio accanto per chiedere come mai si assegnano finanziamenti per 5 milioni di euro”.

La verità è che si tratta di un progetto nato nel 2008 da due soci – ha proseguito Angelini – che poi si sono divisi e ora c’è un investimento da milioni di euro e come Sindaco sono interessato a che si realizzi: se dà fastidio ad altri per motivi commerciali non è un problema mio. Voi con una segnalazione all’ufficio di Vigilanza della Regione avete rimandato questo investimento per tre anni, poi andate da Amazon a Colleferro: dovreste vergognarvi” ha detto il sindaco rivolto ai Consiglieri di Artena Cambia, che a loro volta con Carocci hanno ricordato ad Angelini la “denuncia” (che in realtà era un’interrogazione) fatta anni fa in relazione alla struttura realizzata abusivamente da ignoti su uno spazio pubblico al Selvatico.

“L’impianto produttivo è di interesse pubblico e vi seguirà una fungaia e un impianto di commercializzazione. La gente mi chiede lavoro ma io chi posso chiamare?”

“Per me questo impianto produttivo ha un interesse pubblico – ha affermato Angelini – e ha avuto tutti i pareri positivi. Mi fa piacere che un impianto privato sia stato finanziato e vi anticipo che alla fabbrica di substrato seguirà una fungaia e un impianto di commercializzazione che sarà di riferimento per il centro Italia. Ciò che non consento è che vengano minacciati i consiglieri comunali” ha affermato il Sindaco riferendosi all’ipotesi di responsabilità per la convalida di atti illegittimi.

I sindaco Angelini è tornato infine su una delle questioni della campagna elettorale: “Il problema grande è il lavoro perché ad Artena non c’è niente e non ci sono prospettive. Io non ho modo di alzare il telefono e di chiamare qualche imprenditore per risolvere i problemi di chi mi chiede lavoro. Magari il sindaco di Colleferro può alzare il telefono e risolvere qualche problema per qualche capofamiglia parlando con Amazon – ha aggiunto Angelini – , il sindaco di Valmontone alza il telefono e parla con altri ma io chi chiamo?”

Scaccia: “Ad Artena dobbiamo cambiare mentalità”. Pecorari: “Dare posti di lavoro in questa fase è importante”

Durante il dibattito sono intervenuti anche gli assessori Pecorari (Agricoltura) e Scaccia (Urbanistica). Pecorari ha posto l’attenzione sulla necessità di non perdere l’occasione: “Ci sono dei tempi da rispettare – ha detto Pecorari riferendosi alla scadenza del termine di convalida – altrimenti si perdono delle possibilità e non possiamo passare come quelli che hanno fatto scadere i termini, come è capitato anni fa con la RSA del Comune, che era stata votata in Consiglio ma che per altri interessi in Regione è stata spostata in altri territori. Dare posti di lavoro in questa fase è importante”.

“Dobbiamo cambiare mentalità” ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Carlo Scaccia. “Non è possibile che ad Artena non si fa niente – ha aggiunto – perché dà fastidio a qualcuno e poi si fa altrove. Dobbiamo pensare allo sviluppo, creare una parte industriale, artigianale e commerciale. Su questa vicenda sono stato trasparente, prendendo un progetto nato nel 2008 e portandolo avanti. Se cambiamo mentalità ad Artena si crea qualcosa, altrimenti andiamo avanti con la buca e il lampioncino”.

Il parere della segretaria comunale e il voto

Durante la dichiarazioni di voto il gruppo di Artena Cambia, con Silvia Carocci, ha confermato il voto negativo, non ritenendo la procedura amministrativa corretta. In proposito la segretaria del Comune, dottoressa Cipollini, ha spiegato che la convalida da parte del Consiglio si è resa necessaria dopo l’integrazione presentata nel 2018 che, a suo avviso, “doveva essere portata in Consiglio per l’approvazione”. Inoltre in Consiglio è stato portato un ulteriore atto di adeguamento della convenzione “per correggere un ulteriore errore” dato dal non aver approvato lo schema di convenzione.

Su richiesta della minoranza la segretaria ha poi spiegato che si sarebbe anche potuto percorrere la strada dell’annullamento della determinazione dirigenziale per poi ricominciare l’iter “ma si sarebbe dovuto ricominciare con la richiesta dei pareri”. Alla fine la delibera di convalida e la relativa convenzione con la Funghicoltura in Rete è stata approvata dalla maggioranza con il voto contrario dei Consiglieri di opposizione.

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