Centri storici e super bonus: il piano da 2 miliardi della M3S di Angelo Cacciotti

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Angelo Cacciotti, originario di Sermoneta, spiega il suo piano per usare il superbonus nei centri storici italiani e metterli in sicurezza con l’intervento finale di banche e fondi d’investimento. Dalla messa in sicurezza delle case alle comunità energetiche, dalle ricariche delle auto elettriche alle soluzioni per gli alberghi diffusi: l’intervista al proprietario della M3S, che progetta e installa sistemi di monitoraggio sismico. “Con migliaia di sensori l’INGV avrà il controllo delle micro faglie”

C’è più di un superbonus che interessa anche i centri storici e che può portare ricchezza ai borghi dei Monti Lepini. E c’è una società, la M3S, che fa da general contractor per realizzare un piano di investimenti per migliaia di cantieri in tutti i borghi italiani con meno di 5 mila abitanti. Il progetto è di Angeli Cacciotti, imprenditore di Sermoneta che con la sua società progetta e istalla sistemi di monitoraggio sismici in Europa e negli Stati Uniti.

Lo abbiamo incontrato a marzo nella sede aziendale, in una tenuta a Roma, dove quei sistemi di monitoraggio vengono progettati da giovani ingegneri per poi essere sviluppati in uno stabilimento della provincia di Latina. Il suo progetto prevede fino a due miliardi di investimento entro la fine dell’anno grazie al credito d’imposta erogato dallo stato e acquistato, in ultima istanza, da banche e fondi d’investimento. Il suo obiettivo? Mettere in sicurezza il patrimonio edilizio dei borghi italiani con un progetto che può arrivare anche agli alberghi diffusi e al recupero delle case abbandonate. Come? Lo spiega lui stesso in questa intervista mentre nel pomeriggio ad Artena si terrà un incontro con i tecnici e gli esperti fiscali per lanciare l’iniziativa nel centro storico artenese.

Quanti sono i borghi italiani che possono aderire a questa iniziativa?

I borghi sotto i 5 mila abitanti sono 5600, consideri inoltre che intorno alle grandi città ci sono dei borghi in piccole frazioni che abbiamo incorporato nell’iniziativa. Il progetto nasce su una linea precisa: io sono di Sermoneta e quindi conosco bene i centri storici così quando ho deciso di fare general contractor, essendo l’unica azienda in Europa che produce sistemi antisismici di monitoraggio strutturale, ho scelto di occuparmi dei borghi. Credo che abbiamo una grande opportunità di mettere in sicurezza le nostre radici, soprattutto in questo momento particolare in cui i giovani stanno cercando di tornare verso i centri storici che però si trovano abbastanza abbandonati, con grandi lavori da dover fare, a causa dei quali la gente si scoraggia e le case continuano a restare chiuse o poco abitate.

In tutto ciò gioca un grande ruolo Anci Comunicare, che è un braccio operativo dell’Anci e che ha fatto con noi un grande lavoro di comunicazione verso i Comuni. Nello stesso progetto abbiamo voluto coinvolgere le istituzioni e fatto accordi con le università. Inoltre abbiamo deciso che aziende, tecnici e commerciali che lavorano nel progetto debbano essere rigorosamente locali: i soldi devono restare nel paese. Tutto ciò porta sui piccoli Comuni un’operazione che va da 1,5 a 2 miliardi di lavori entro il 2021”.

Gli italiani su queste cose sono diffidenti, ciò che le persone si chiedono è: dove sta la fregatura? Il vostro piano è di aprire in un anno cantieri per 1,5 miliardi di euro senza che i proprietari paghino nulla: questi soldi da dove arrivano?

I soldi sono stati stanziati dallo Stato, che si è reso conto che questi soldi generano soldi. Mettendo in moto l’edilizia si rimette in moto più del 50% delle forze lavoro della nazione. La cosa intelligente è che lo Stato ammortizza in cinque anni le detrazioni di chi acquista il credito finale ed è stato previsto che alla fine di questi cinque anni il beneficio supererà il miliardo”.

Normalmente queste cose le fanno le banche, che hanno liquidità da immettere nel mercato. Nel vostro caso?

Normalmente noi cediamo alle banche e ai fondi gli acquisti dal cassetto fiscale. Questa è un’operazione studiata bene dal Governo: ha previsto il 110% di bonus perché quel 10% è la parte che va alle banche. Quindi il general contractor riceve normalmente il 98-97%, il resto va alle banche”.

Banche e fondi d’investimento?
Banche e fondi, e noi abbiamo accordi con le une e con gli altri. Per capire meglio, consideri che tutti i crediti d’imposta che lei mette nel cassetto fiscale entro la fine del mese, il 10 del mese successivo li può vendere alle banche. Ciò significa che ogni 10 del mese c’è un approvvigionamento di denaro”.

Quindi possiamo dire che chi garantisce la liquidità per tutta questa situazione è il sistema bancario?

Il sistema bancario e i grandi fondi. Le stesse banche stanno utilizzando i fondi d’investimento. Quindi il problema della mancanza di liquidità non c’è: la signora Maria può stare tranquilla, tanto che noi sui contratti scriviamo che non deve pagare un centesimo. C’è anche una polizza assicurativa che facciamo a copertura degli errori in buona fede che possono essere fatti dai tecnici nel momento dell’asseverazione e che potrebbero essere rilevati dall’Agenzia delle Entrate in caso di controllo: quella polizza copre l’eventuale costo e si rivale sulla polizza del tecnico che ha sbagliato, in modo da non dare mai nessun tipo di problema al proprietario della casa”.

Quanti cantieri sono 1,5 miliardi di lavori?

Puntiamo ad aprire entro agosto-settembre cantieri su mille Comuni, in ognuno dei quali attiveremo due o tre cantieri. I Comuni potranno fare anche un’operazione intelligente: potranno prendere le case abbandonate, darle o farle donare a una Onlus che le può dare in comodato d’uso ai cittadini o farne un albergo diffuso. A questo punto, visto che le Onlus possono accedere al superbonus, noi possiamo intervenire per sistemare quegli immobili, acquistando il credito d’imposta. Un’altra possibilità è la demolizione e ricostruzione degli spogliatoi dei campi sportivi comunali. E poi ci sono le comunità energetiche: in alcuni centri storici si potrebbero montare i pannelli solari ma in molti è vietato, i proprietari hanno però la possibilità di cedere questo beneficio al Comune che, scegliendo un’area, può istallarvi dei pannelli fotovoltaici, vendendo l’energia, avendo così degli introiti per le casse comunali. Un’altra possibilità è l’istallazione di punti ricarica per automobili elettriche”.

Voi installate sulle case dei sistemi di monitoraggio, quindi avrete una centrale operativa che monitorerà costante dei borghi. Cosa farete con questi dati?

Li stiamo mettendo nella disponibilità della Protezione Civile ma hanno anche un’altra grande funzione. Quando avremo messo migliaia di sensori sul territorio nazionale, l’INGV sarà in grado di poter avere un controllo capillare delle micro faglie. Questi sensori non rileveranno solo gli eventi sismici, faranno di più. Ad esempio, se c’è una casa sotto un monte e questo monte sta cedendo, i sensori lo rileveranno con qualche anno di anticipo. Se c’è un micro cedimento delle fondazioni di una casa, il sistema lo rileverà segnalando il pericolo. Si avrà cioè una mappatura in tempo reale di quello che succede sul territorio”.

Su un centro storico un privato quanto può veder investire sulla propria abitazione?

Sono 96 mila per la parte del sismabonus. Questo traina i pannelli solari e gli accumulatori che sono altri 96 mila euro. L’altra cosa che possiamo fare sono gli infissi e gli split o le caldaie interne”.

Chiaramente questa iniziativa per voi farà profitto…
Sì, anche se non alto. C’è profitto ma la carica più importante è quella sociale”.

Questa propensione per la sistemazione dei borghi da cosa nasce? Dal fatto che lei è di Sermoneta o…

Nasce da un principio base con il quale nasce questa società [la M3S ndr] che è l’economia sociale di mercato, cioè la redistribuzione verso il basso della capacità di fare profitto. Sul nostro fatturato le due università prendono una quota piccola ma la prendono perché devono sviluppare con noi processi da redistribuire alla gente. Inoltre in ogni Comune abbiamo ritenuto di prendere dei giovani del luogo per presentare il contratto ai proprietari delle abitazioni e che riceveranno una provvigione per ogni contratto. Ciò darà reddito a cinquemila giovani, alcuni dei quali resteranno nell’azienda e che diventeranno punti di riferimento per un progetto secondario di cui però parleremo in un altro momento”.

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