Nel 1600-1601 Caravaggio dipinse “L’incredibilità di San Tommaso”. Un quadro magnifico che fa trasudare di umanità un momento sacro della Pasqua. Lo scettico apostolo non credeva alla resurrezione di Cristo. “Se non vedo non credo” era il suo motto e Cristo gli fece toccare con mano il miracolo, facendogli mettere il dito nella piaga. Sui volti di Tommaso e degli altri apostoli si legge la curiosità e l’incredulità in un gioco di luci ed ombre che porta in primo piano il momento della verifica dei fatti.

In questa Pasqua siamo un po’ tutti come Tommaso, scettici dopo un anno di pandemia, restrizioni e speranze deluse. A tutti noi serve vedere fatti concreti per continuare ad avere fiducia nello Stato. Serve vedere la luce in fondo al tunnel e verificare la verità degli annunci che sentiamo spesso su vaccinazioni di massa imminenti, fine delle restrizioni e ripresa economica.

Purtroppo non credo che tutto ciò si risolverà presto, anche se i rappresentati del governo e delle regioni cercano di infondere fiducia ogni giorno. Poi bisognerà pagare i miliardi di debiti che lo Stato sta facendo. La realtà oggi parla di negozi chiusi, soldi che non girano e attività ferme. Eppure l’Italia e il mondo hanno passato momenti peggiori negli ultimi cento anni. Se stiamo accusando così tanto il colpo in questa pandemia, in cui siamo a casa annoiati e con il patema d’animo per il futuro, per i mutui e le bollette, è forse perché non ricordiamo più come stavano i nostri nonni negli anni Quaranta o nel Secondo Dopoguerra, quando la fame e il lutto c’erano davvero.

Ciò che serve è la fiducia in noi stessi e nei nostri cari, la volontà di rischiare un po’ di più e di andare avanti. Arriverà il momento anche per noi di toccare con mano il miracolo dell’immunità di gregge. Per ora resistiamo e godiamoci questa Pasqua con le persone con cui stiamo, ovunque siamo.

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