Sindacati, associazioni e semplici cittadini hanno manifestato contro la direzione aziendale della Asl Roma 5. A indire la protesta, i rappresentanti di Colleferro, Guidonia, Artena, Segni, Montelanico, Carpineto Romano, Labico, Gorga, Gavignano, Zagarolo, Paliano, Piglio e Serrone. Assente Valmontone

I sindaci di tredici comuni sono scesi in piazza stamattina davanti al pronto soccorso di Colleferro per protestare contro il direttore generale della Asl Roma 5, Giorgio Giulio Santonocito. Alla protesta indetta dal sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, hanno aderito i sindaci di altri dodici Comuni: Ivan Ferrari di Gavignano, Mario Felli di Piglio, il vice sindaco di Labico Maurizio Spezzano, Piero Cascioli di Segni, Sandro Onorati di Montelanico, Nadia Cipriani (vice sindaco di Gorga), Loris Talone (vice sindaco di Artena), Stefano Cacciotti di Carpineto Romano, Michel Barbet di Guidonia, Giancarlo Proietto di Serrone, Simone Marucci (assessore a Paliano) e Giacomo Vernini, presidente del Consiglio comunale di Zagarolo. Non c’era nessuno di Valmontone, il Comune che con la Asl Roma 5 è socio nel Valmontone Hospital.

Cacciotti: “Il Pronto soccorso non può essere un posto in cui si è abbandonati per giorni”

Al centro delle rivendicazioni dei sindaci, la necessità di rafforzare il personale del pronto soccorso e dell’ospedale in generale, nominando i primari dei reparti. “Il Pronto soccorso non può essere un posto in cui un paziente viene abbandonato per giorni” ha affermato il sindaco di Carpieneto Romano Stefano Cacciotti. “Il nostro – ha aggiunto Cacciotti – è un grido di dolore da anni inascoltato, che portiamo in piazza, chiedendo il sostegno dei cittadini per azioni forti”.

Onorati: “Siamo pronti a una lotta estrema”

“Il pronto soccorso e l’ospedale – ha detto il sindaco di Montelanico Sandro Onorati – vanno salvaguardati e dobbiamo essere pronti a una lotta estrema perché questo ospedale è il punto di riferimento di una vasta zona”. Giancarlo Proietto, di Serrone (provincia di Frosinone), ha ricordato la trasformazione dell’ospedale di Anagni in punto di assistenza territoriale, presagendo il rischio del “ridimensionamento dell’ospedale di Colleferro, che è sempre stato centrale per la nostra area”. “Soffriamo una condizione estrema che non rispetta il diritto alla salute sancito dalla Costituzione – ha dichiarato l’assessore Simone Marucci di Paliano – per questo bisogna dare una sterzata importante per avviare un percorso di cambiamento”.

Talone: “Da oggi parte la protesta, se necessario andremo anche a Tivoli e alla Pisana”

“Da oggi parte la protesta nei confronti di quanto fatto alla sanità” ha affermato il vice sindaco di Artena Loris Talone. “Nessuno – ha aggiunto – può permettersi di barattare il diritto alla salute. Andremo a Tivoli e alla Pisana perché la gente lamenta la mancanza di cure e di diagnostica. Fino ad oggi abbiamo visto uno smobilitamento di un ospedale che era un eccellenza e che non possiamo più consentire”. Il vice sindaco di Artena ha poi ringraziato gli operatori sanitari “che danno il cuore e l’anima e sono stati in prima linea nel periodo del covid”. “Noi siamo al loro fianco – ha detto Talone – ma siamo arrabbiati con la direzione generale che non può continuare a sottovalutare che un bacino di centomila persone si va a curare a Velletri o a Roma: non arretreremo più di un centimetro”.

Barbet (Guidonia): “Situazione grave e importante in tutta la Asl Roma 5”

Il sindaco di Segni, Piero Cascioli, ha sottolineato il ruolo “vitale per il territorio” che riveste la struttura di Colleferro, che “è stato gravato ulteriormente dopo la chiusura dell’ospedale di Anagni”. Il sindaco Mario Felli di Piglio ha incitato tutti a “lottare per poter tutelare la salute dei cittadini e a non indietreggiare nei confronti di chi non rispetta i diritti dei cittadini”. Alla manifestazione di Colleferro ha aderito anche Michel Barbet di Guidonia, che nella Asl esercita la funzione di presidente della conferenza dei sindaci. “Non ho esitato un attimo a partecipare – ha detto – per rappresentare una fetta di popolazione importante della regione che ha subito un abbandono totale sulla salute. Il problema – ha detto Barbet – è grave e importante sia qui, sia in tutta la Asl Roma 5, ecco perché domani potremo manifestare anche in Regione”.

Sanna: “Con Santonocito non c’è dialogo. Che fine hanno fatto i fondi stanziati da Quintavalle?”

Ha chiuso la manifestazione il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, che ha attaccato frontalmente il direttore generale della Asl Roma 5. “Siamo qui perché la situazione è particolarmente delicata – ha affermato – perché non c’è dialogo con il direttore generale Giorgio Giulio Santonocito. Ci chiediamo ad esempio dove sono i fondi che aveva stanziato il direttore Quintavalle per l’ammodernamento del pronto soccorso che sono spariti da un anno. Qualcuno – ha poi chiesto retoricamente Sanna – si è interrogato sul perché il primario del Pronto soccorso si è dimesso ed è andato a Roma? Da dicembre in poi nessuno si era sentito in dovere di bandire un concorso per dare la Pronto soccorso una guida autorevole finché il concorso è stato pubblicato ieri dopo che i sindaci hanno annunciato la piazza”.

“L’ospedale non è dell’Azienda sanitaria ma della comunità che l’ha costruito mattone su mattone” ha proseguito Sanna che ha anche affermato che “tutti i sindaci della Asl Roma 5 la pensano come noi, anche se qualcuno non ha il coraggio di dirlo perché c’è qualche nomina in ballo”. “Oggi si discute di organico – ha detto il sindaco – perché il tema vero è che manca il personale e lo abbiamo scritto e ribadito per mesi. Poi quando della situazione si sono cominciati ad interessare i giornali, la Asl ha nominato due medici di Palestrina per fare un audit. E in quello stesso audit viene affermato che il nostro pronto soccorso è quello con più accessi della Asl Roma 5 dopo Tivoli”.

L’audit: nel 2020, 723 persone hanno atteso oltre 36 ore al pronto soccorso

“Nel 2020 ci sono stati – ha detto Sanna – 723 pazienti la cui attesa è superiore alle 36 ore e la media delle persone che non risponde alla chiamata è superiore alla media regionale. Di notte – ha proseguito il sindaco – non è stata ancora attivata la radiologia h24 e i radiologi assunti sono stati spostati a Tivoli”. E poi è seguita la rivendicazione sulle nomine dei primari dei reparti, sull’assunzione degli anestesisti e sull’assunzione dei medici necessari a rendere più efficiente il pronto soccorso e l’ospedale di Colleferro.

L’inizio della “lunga marcia di piazza e di proteste”

“Il nostro è un grido di amarezza – ha concluso il sindaco di Colleferro – ma è l’unica cosa che possiamo fare. Siamo stati i locomotori di una grande battaglia ambientale che nella Valle del Sacco ha ribaltato il tavolo, se serve che per la sanità facciamo la stessa battaglia decennale che abbiamo fatto per gli inceneritori e la discarica, ci troverete tutti ai nostri posti. Pensavamo che a Roma e a soprattutto a Tivoli avessero capito di che pasta siamo fatti – ha affermato Pierluigi Sanna – ma siccome non lo hanno capito, oggi inizia una lunga marcia fatta di piazza e di proteste che si sostituiscono a un dialogo che a noi sembrava la cosa migliore”.

Anche la Cgil Fp ha aderito all’iniziativa

Ieri aveva aderito alla manifestazione anche la Cgil Funzione Pubblica, che rappresenta gli operatori sanitari della Asl. Il sindacato si è scagliato contro la “mancanza di coraggio dell’azienda nel predisporre piani assunzionali almeno sufficienti a garantire uno standard di sicurezza minimo per utenti e operatori”. E, additando il “disinteresse dell’azienda sanitaria locale”, ha aggiunto: “Avevamo facilmente pronosticato che la sottovalutazione dei deficit avrebbe condotto a incidenti, anche gravi”.

La presa di posizione della Cgil Funzione Pubblica

La Cgil Funzione Pubblica aderisce all’iniziativa del comune di Colleferro a difesa del presidio ospedaliero “Parodi Delfino”. Da troppo tempo denunciamo ripetutamente le carenze di struttura, la mancanza di personale, il disinteresse dell’azienda sanitaria locale al destino del presidio ospedaliero e avevamo facilmente pronosticato che la sottovalutazione dei deficit avrebbe condotto a incidenti, anche gravi. La mancanza di coraggio dell’azienda nel predisporre piani assunzionali almeno sufficienti a garantire uno standard di sicurezza minimo per utenti e operatori, il continuo depauperamento del territorio di servizi, l’umiliazione delle liste di attesa, i rischi professionali degli operatori sono arrivati ad un livello ormai intollerabile.

Bene ha fatto la città di Colleferro, e con essa i sindaci che aderiscono, a sollevare alto un grido di protesta per tutelare cittadini e operatori dal rischio del collasso definitivo del sistema, che potrebbe anche essere usato come alibi per smantellare quello che rimane della sanità pubblica. A Colleferro, a Palestrina, a Zagarolo, a Valmontone come in tutto il territorio circostante, la ferita aperta va richiusa. Così come a Subiaco, Tivoli e Monterotondo. Nemmeno l’evidenza del valore del ruolo pubblico nel sistema sanitario reso palese dalla pandemia ha fermato la mano di chi vuole continuare a privatizzare, a precarizzare, a distruggere un presidio tanto importante.

La Cgil FP aderisce per difendere il diritto alla salute dei cittadini, per affermare il valore del presidio pubblico a garanzia dei cittadini, a partire da quelli più fragili. La Cgil FP aderisce per ammonire sul valore di operatori sanitari che, dopo aver lasciato il posto fisso nel privato per arrivare in soccorso del paese, dopo aver pagato di tasca propria una tassa all’azienda che hanno lasciato per farlo, oggi non vengono nemmeno tutelati rispetto alla garanzia della continuità occupazionale. In piazza quindi, con condivisione e convinzione, insieme ai lavoratori e le lavoratrici del sistema pubblico, insieme ai cittadini, insieme agli anziani e alla politica che interpretando in modo serio un problema da voce ad un problema che non può più essere taciuto.

Come è nata la manifestazione per l’ospedale di Colleferro

La manifestazione di protesta arriva dopo diversi episodi che si sono verificati al pronto soccorso di Colleferro e che hanno colpito l’opinione pubblica. Il nocciolo del problema riguarda il personale e gli investimenti. Come ha ricordato anche la Cisl qualche giorno fa, nel pronto soccorso di Colleferro c’è carenza di personale. Anche il sindaco Pierluigi Sanna aveva segnalato la cosa alla Asl Roma 5, chiedendo interveniti immediati. Non può inoltre non notarsi, infine, la differenza degli investimenti dedicati dalla Regione tramite la Asl Roma 6 all’ospedale di Velletri (27 milioni di euro) rispetto a quelli per l’ospedale di Colleferro della Asl Roma 5.

Non ricevendo risposte, i sindaci hanno deciso che era arrivato il momento della protesta. A prendere le distanze dalla manifestazione sono stati il Comitato a difesa dell’ospedale di Colleferro e il Comitato Salute e Ambiente Asl Roma 5. Quest’ultimo in particolare avrebbe preferito un’aziende dei sindaci nella conferenza dei sindaci della Asl (che – lo ricordiamo – è convocata dal Direttore generale dell’azienda).

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