Unicoop Tirreno, il 26 settembre sciopero dei lavoratori e incontro al MISE

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La cessione degli 8 punti vendita del Lazio sarà trattata al Ministero

E’ fissato per il prossimo 26 settembre l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico tra le parti coinvolte nella crisi dell’Unicoop Tirreno nel Lazio. Durante l’incontro le sigle sindacali intendono porre all’attenzione del MISE le conseguenze che avrà nel Lazio la cessione dei punti vendita di Colleferro, Pomezia, Aprilia, Fiuggi, Frosinone e Genzano.

Dal punto di vista occupazionale, si tratta del futuro di 270 lavoratori inquadrati in Distribuzione Lazio Umbria (DLU) controllata da Unicoop Tirreno. Dei 270, oltre 60 lavoratori sarebbero a Colleferro. In occasione dell’incontro al Ministero, i sindacati hanno anche proclamato una giornata di sciopero dei lavoratori di Unicoop Tirreno. Allo stesso incontro è stata convocata anche Coop Alleanza, attiva in Campania.

Il “ritiro” delle Coop da Lazio e Toscana interessa 600 lavoratori

I posti di lavoro in forse in casa Coop non riguardano però solo il Lazio, né solo Unicoop Tirreno. Un’altra regione interessata da analoghe vicende è la Campania: anche in quella regione si parla di cessioni e tagli salariali. Ad affermarlo è una nota della Uil Tucs del 14 settembre scorso.

“Le Cooperative – afferma la nota pubblicata sul sito del sindacato – con le loro controllate Distribuzione Centro Sud e Distribuzione Lazio Umbria tagliano i salari e cercano di cederà a terzi i punti vendita di Lazio e Campania. Temuta e possibile la cessione di 5 Ipermercati e 8 medie superfici con oltre 600 lavoratori. Disattesi e considerati superati gli accordi collettivi ancora in vigore, accordi che assicurano oggi salario aggiuntivo al Ccnl e stabilità occupazionale”.

“Coop Alleanza e Unicoop Tirreno – ha commentato Paolo Andreani della segreteria Nazionale Uiltucs – stanno facendo pagare al lavoro l’incertezza dei loro piani industriali. Nessuna disponibilità ad accordi penalizzanti per i lavoratori in presenza di politiche aziendali sbagliate. Accordi possibili solo con interlocutori coerenti tra il dire e il fare”. Una posizione analoga ma più dura era stata espressa nei giorni passati anche da Francesco Iacovone dei Cobas, che aveva attaccato direttamente il CdA di Unicoop Tirreno.

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