Il nuovo presidente è stato eletto all’unanimità. Matteo Riccelli: “Farò in modo che le associazioni affiliate e del territorio continuino questo percorso di crescita e di condivisione”

L’ing. Matteo Riccelli è il nuovo presidente dell’Associazione Rete Sociale, l’ente che raggruppa le associazioni del territorio e che è assegnatario dell’immobile confiscato alla criminalità organizzata ad Artena. Nei mesi scorsi, il presidente Luigi Biagi ha dato le dimissioni “per gravi motivi famigliari” e l’assemblea è stata quindi chiamata ad eleggere un nuovo rappresentante legale e un nuovo direttivo. Le elezioni che si sono tenute l’11 settembre scorso hanno dato un responso unanime, individuando in Riccelli il nuovo presidente.

“Ringrazio tutte le associazioni che mi hanno eletto – ha dichiarato Matteo Riccelli -, riponendo fiducia in me per questo ruolo. Mi corre l’obbligo di ringraziare Luigi Biagi in qualità di presidente uscente perché il ruolo di essere il primo presidente di questa federazione di associazioni è stato molto difficile. Ha dovuto unire tanto e fare tanto per permettere alla Rete di avere di avere soprattutto una sede, concessa dal Comune di Artena, che possa essere condivisa da tutti. Farò in modo che le associazioni affiliate e del territorio continuino questo percorso di crescita e di condivisione tutti insieme, anche e soprattutto in questo momento in cui c’è la necessità di attivare una risposta sociale rispetto a tutte le problematiche emerse drammaticamente in questi ultimi giorni”.

“Associazioni palestre del vivere civile”

“Faccio un invito a tutti i giovani a frequentare le associazioni, che sono delle piccole comunità regolamentate. Stare in un’associazione – ha affermato il neo presidente – in cui bisogna rispettare le regole dello statuto, in cui bisogna rispettare il prossimo, bisogna decidere democraticamente sul da farsi, vuol dire trovarsi in una palestra del vivere civile nella quale un ragazzo o una ragazza si può allenare e formare. Un ragazzo o una ragazza che frequenta un’associazione nella stragrande maggioranza dei casi diventa un adulto responsabile, che sa come funziona uno stato democratico e che sa prendersi cura degli spazi cittadini. Questo perché l’associazionismo non è solo hobbistica o sport ma soprattutto vuol dire far parte di una comunità autogestita, che aiuta a diventare cittadini migliori”.

“Ritengo che le associazioni non possano e non debbano sostituirsi alle istituzioni – ha aggiunto Riccelli –, in primis alla scuola, in secundis alle amministrazioni locali o allo Stato. Tuttavia il momento di crescita culturale e sociale della comunità avviene sempre nelle istituzioni e nelle associazioni: due realtà che dovrebbero andare sempre a braccetto. Speriamo che nel futuro questo connubio tra istituzioni e associazioni diventi sempre più forte e solidale”. “Ora il nostro territorio ha bisogno di risposte concrete” ha concluso Riccelli, aggiungendo: “Credo che una maggior facilità nell’accedere agli spazi pubblici per fare le attività, con qualche vincolo in meno pur sempre nel rispetto della legalità e di chi concede gli spazi, possa essere una prima risposta per favorire ulteriormente le associazioni nel lavorare in modo più ordinato e consapevole”.

Anche l’Ente Palio è entrato a far parte della Rete Sociale

L’Associazione Rete Sociale in questo primo anno di attività è cresciuta e ha attivato collaborazioni e attività concrete. Una polizza RCT comune, l’apertura della sede comunale, il primo FestivArs, il premio volontariato. Altre iniziative: una scontistica per tutti i tesserati, la collaborazione con il Comune di Artena durante il lockdown.

Le associazioni affiliate alla Rete Sociale sono oggi otto: Associazioni Genitori Artena, Sbandieratori e Musici del Cardinal Borghese, Associazione Ferao, Associazione Artena è Casa Mea ONLUS, Associazione Scout d’Italia, Comitato di Quartiere Centro Storico, Polygonal ngo e, da pochi giorni, l’Ente Palio delle Contrade di Artena.

Tra le affiliate ci sono associazioni con sede e attività ad Artena, Colleferro e Cori. L’obiettivo della Rete non è mai stato, infatti, quello di limitarsi al territorio comunale di Artena. L’ente è nato per costruire una rete territoriale intercomunale di solidarietà e collaborazione che possa estendersi a macchia d’olio. Perché la cooperazione non ha confini.

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