“Le nostre dimissioni, un segnale forte per svegliare Prefettura e Ministero”

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I consiglieri di Artena hanno spiegato le dimissioni e fatto appello al Ministero. Angelini: “Uno schiaffo all’immobilismo”

augusto angelini silvia carocci sofia fiorellini artena

Gli ex consiglieri comunali di opposizione sono andati in piazza stamattina ad Artena per spiegare le dimissioni. Lo hanno fatto nonostante la pioggia non abbia aiutato. Nell’era dei social, però, una diretta facebook sta a testimoniare gli interventi con i quali hanno attaccato gli otto consiglieri che sono rimasti in comune.

Angelini: “Situazione sempre più delicata. Inutile stare in consiglio a scaldare la sedia”

“Le nostre dimissioni – ha detto Augusto Angelini – rappresentano uno schiaffo all’immobilismo che questa maggioranza ha dimostrato. Potevano dimettersi con noi e liberare il campo ma non hanno voluto e sono voluti restare attaccati alla poltrona. Oggi non possono nemmeno fare la surroga dei consiglieri: sono rimasti in otto”.

“Il commissario prefettizio ha in toto il comune in mano – ha aggiunto Angelini – e il ruolo del consigliere è vicino allo zero. Stare in consiglio solo per scaldare la sedia non serve a nulla. Era giusto dare un segnale forte per far risvegliare la Prefettura e il Ministero dell’Interno e per far capire che c’è anche Artena”.

“La situazione è sempre più delicata” ha proseguito l’ex consigliere comunale, aggiungendo: “Nell’ultimo bilancio abbiamo invitato i consiglieri di maggioranza a spiegare perché bisognava votare un bilancio in pre-dissesto. Nessuno è intervenuto e ci sono 12 milioni di euro da ripianare. Stare in consiglio per votare due volte l’anno le proposte del commissario vuol dire scaldare la sedia e non ha senso”.

Carocci: “Non si può vedere spegnere una comunità senza muovere un dito”

Le dimissioni non sono state un gesto a cuor leggero. L’abbiamo condiviso con tutte le persone che erano con noi” ha esordito Silvia Carocci. “È stata una decisione drastica e dolorosa – ha aggiunto l’ex consigliera – che abbiamo deciso di fare in modo partecipato. È stato un atto necessario e straordinario, ma condizioni straordinarie impongono condizioni straordinarie”.

“Quello che stiamo vivendo ad Artena da anni è qualcosa di assurdo. Le ragioni delle nostre dimissioni non sono personali – ha proseguito l’ex consigliera -, ma per motivi politici. Il problema è che neanche quei pochi pezzi della pseudo-maggioranza che stanno resistendo non esistono più se non in consiglio comunale per alzare la mano. E mi viene da ridere – ha aggiunto la Carocci – che definiscono tutti i problemi di Artena come la solita solfa. Tutto quello che non hanno fatto, se è frutto dell’impegno che ci hanno messo, non oso immaginare cosa sarebbe successo se non si fossero impegnati”.

L’appello alle “istituzioni superiori” e il “cantiere” verso le elezioni

“C’è bisogno di un governo ed è incosciente chi pensa di non dare voce agli artenesi e stare così fino al prossimo anno” ha attaccato Silvia Carocci, che poi ha ringraziato per nome i non eletti che si sono dimessi per evitare la surroga.

“Faccio appello alle istituzioni superiori – ha detto -, nelle quali continuo a credere, perché non si può pensare di lasciare una città in queste condizioni per così tanto tempo, non si può vedere spegnere una comunità senza fare niente, senza muovere nemmeno un dito. Il problema non sono i processi, ma l’incapacità di chi si candida a governare e poi non è in grado”.

L’ex consigliera ha quindi annunciato di voler mettere in campo un “cantiere” che durerà fino alle prossime elezioni amministrative “per costruire una proposta di governo seria e credibile per Artena”. Un “cantiere” che, secondo le sue intenzioni, sarà aperto alla partecipazione di tutti.

Latini: “Assurdo tenere in ostaggio un’intera popolazione”

“Quello che sta succedendo alla nostra comunità è una cosa da non credere. Tenere in ostaggio un’intera popolazione per tre anni senza motivazione è una cosa assurda” ha attaccato Erminio Latini. E ha aggiunto: “Mi sono sgolato nei consigli comunali per dare delle indicazioni che potessero servire a risolvere il problema del bilancio del comune di Artena, che è il problema grosso”.

“Il Cep – ha elencato Latini – è stato una scelta politica contro il popolo di Artena. Non approvare la variante al piano regolatore è una vergogna. La zona artigianale: quante persone potevano esservi occupate? È rimasta lettera morta anche quella. Un grido d’allarme va dato: noi dobbiamo reagire con grande determinazione, non bastiamo a risolvere il problema del comune. Serve la collaborazione si tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti del comune”.

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