Al Comune di Artena arriva una lettera della Prefettura. Talone: sette giorni per correggere la delibera sul rendiconto. A dirlo è il vice sindaco con delle dichiarazioni nebulose

comune artena

Il voto sul rendiconto di lunedì della passata settimana è stato irregolare. A dirlo, di fatto, è una nota della stessa amministrazione di Artena che però fa un giro di parole per non affermarlo. Il vice sindaco Loris Talone oggi pomeriggio ha infatti diramato una dichiarazione in cui afferma che il Comune di Artena ha sette giorni per “regolarizzare” la votazione sul rendiconto. Ergo: il voto era irregolare.

La dichiarazione è arrivata dopo che nella giornata si è diffusa la voce dell’arrivo di una lettera della Prefettura di Roma. In quella lettera, come si evince dalle dichiarazioni del vice sindaco, secondo il rappresentante del Governo si affermerebbe che Talone non può votare in Consiglio. Tanto che il vice sindaco cercherà di convincere il Prefetto del contrario per non tornare in Consiglio. Le affermazioni di Talone, che riportiamo integralmente di seguito, lasciano ampi spazi a domande e dubbi.

“Questa mattina – ha affermato il vice sindaco Loris Talone – è arrivata la risposta della Prefettura di Roma ai quesiti posti dopo l’ultimo consiglio comunale. In pratica, in base alla relazione inviata dalla nostra segretaria comunale, sul quorum la Prefettura non ha fatto nessuna accezione ma ha sospeso l’approvazione per darci tempo di regolarizzare la vicenda del mio voto.

Il nostro regolamento all’articolo 45 parla di validità di approvazione di una delibera in consiglio con la metà più uno dei votanti e martedì scorso i votanti erano 7 ed il numero legale è stato garantito dalla presenza anche dei consiglieri di opposizione che erano presenti in aula al momento del voto cosi come si evince chiaramente dalla registrazione mantenendo, di fatto, il quorum strutturale. Ci è stato dato un termine di altri 7 giorni, invece, per capire il da farsi ovvero per correggere la vicenda del voto del vice sindaco facente funzione ma di fatto non è stato accolto il reclamo dell’opposizione che chiede l’annullamento del voto.

Ad Artena essendo un comune sotto ai 15 mila abitanti il vicario del sindaco, a mio parere, ha il diritto del voto anche perché dopo la nota vicenda giudiziaria abbiamo fatto una sola surroga. Io sostituisco il sindaco in ogni funzione sia amministrativa che di governo e questo è quello che rappresenteremo nelle prossime ore in un’altra lettera alla Prefettura. Anche perché tutti si ricorderanno che il sindaco ad Artena ha sempre votato. Se quest’ultima dovesse accettare questa nostra tesi non ci sarà bisogno di rifare il consiglio comunale. Di fatto ad oggi la delibera è valida perché c’era il numero legale e anche con soli sette voti a favore la delibera sarebbe valida comunque”.

I dubbi irrisolti

Le dichiarazioni lasciano molti dubbi, anche perché ad oggi non è stata pubblicata la delibera sul rendiconto di gestione 2020. Il primo riguarda proprio il numero legale. Come sappiamo i Consiglieri di opposizione hanno dichiarato di non partecipare al voto ma Talone afferma che loro “erano presenti in aula al momento del voto” garantendo così il numero legale. Ebbene i Consiglieri erano sì nella sala ma avevano chiaramente dichiarato di non partecipare al voto, come è di prassi nei Consigli comunali di tutta Italia quando le opposizioni vogliono contrassegnare la propria assenza.

Dunque quei Consiglieri sono stati contati tra i presenti ai fini della delibera? E come si sarebbero espressi in merito al rendiconto? Sarebbero stati conteggiati come presenti non votanti? Il secondo dubbio riguarda la validità del rendiconto. Se la votazione va regolarizzata vuol dire che non era regolare. Dunque la delibera sarebbe di conseguenza irregolare. Come si fa a “correggerla” se non si riporta in Consiglio? Va convinto il Prefetto della regolarità? Dubbi che probabilmente potranno essere fugati soltanto dalla pubblicazione della lettera del Prefetto e dalla relazione inviata dalla segretaria comunale in Prefettura.

Carocci: “Scriveremo anche noi in Prefettura: questa storia non è certo finita così”

Alle dichiarazioni di Talone ha risposto Silvia Carocci. “Stamattina siamo stati in Comune per visionare note pervenute dalla Prefettura – ha dichiarato – ma non ce le hanno fornite. Torneremo ovviamente domani perché vogliamo leggere cosa c’è effettivamente scritto sulla nota di cui parla Talone. Dopotutto, lui è lo stesso che continua a ripetere da giorni che può votare nonostante la Prefettura con una nota, ad aprile, gli abbia detto il contrario. Continua a dire – prosegue Carocci – che ha le stesse prerogative del Sindaco ma c’è una differenza sostanziale: lui non è un eletto. Restano inoltre da sciogliere ancora i nodi sui termini dell’approvazione del bilancio, ampiamente scaduti”.

Come mai Talone – prosegue Carocci – nel suo comunicato non informa i cittadini anche del fatto che il Ragioniere Generale che sembrava avessero trovato, stamane ha mandato una PEC di rinuncia all’incarico? Scriverà Talone in Prefettura e lo faremo anche noi. Questa storia non è certo finita così. Sulla sussistenza del numero legale che rende la delibera legittima, c’è solo una cosa da dire. Ci siamo alzati dichiarando che abbandonavamo l’aula. Cosa che lo stesso vicesindaco ha ribadito in aula e che si evince dalla registrazione. Il regolamento vuole che quando i consiglieri abbandonano l’aula ed è evidente manchi il numero legale, il Presidente ha il dovere di prenderne atto. Cosa che invece non è accaduta”.

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