La nota del sindaco di Valmontone Alberto Latini “spara nel mucchio” e fa tornare il terrore da coronavirus

Torna il terrore a Valmontone per un caso di coronavirus reso pubblico dal Sindaco Alberto Latini. La nota di questa mattina è stata diffusa tramite il profilo privato Facebook di Latini e parla sommariamente di un caso di “covid-19” (e non di sars-cov-2) attribuito a una persona ricoverata. Ecco di seguito la nota:

Purtroppo ho avuto dall’ASL una notizia brutta e preoccupante! Mi è stato, infatti, segnalato un nuovo caso di contagio da Covid a Valmontone. La notizia è preoccupante perché ci fa capire che il rischio non è assolutamente superato e, per questo, dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione! Purtroppo molti di noi si comportano con superficialità nei confronti delle misure di sicurezza che devono, invece, essere ancora utilizzate se non vogliamo tornare a vivere quello che abbiamo provato nei mesi scorsi! Comunque la cosa importante è che la persona, sebbene ricoverata, non sia in condizioni preoccupanti ed a lei vanno tutti i nostri migliori auguri per una prontissima ripresa!

Dopo la pubblicazione della nota è tornata la paura, anche a causa del carattere vago e indefinito della comunicazione. Si parla infatti di Covid-19 (quindi la sindrome più grave data dal virus) e non di sars-cov-2. Si dice che la persona è ricoverata ma si dice che non è in condizioni preoccupanti facendo quindi pensare all’esclusione della sindrome Covid-19. Non si dice se la positività è venuta fuori a seguito di un ricovero o della perdurante presenza in stato di ricovero.

Non si dice se è un caso di importazione né se si tratta di una persona proveniente da un altro territorio limitrofo o da altra Regione. Non si dice se la positività è emersa a seguito di indagine epidemiologica iniziata per altri contagi in altri territori, né da quali di questi. Dalla lettura sembra un caso spuntato dal nulla, cosa che, come è noto, è impossibile.

Insomma, se fosse stato un giornale a dare una notizia del genere, “sparando nel mucchio”, molto probabilmente sarebbe stato aspramente criticato e accusato di procurato allarme. Un allarmismo che non serve a nessuno, specialmente in questo momento in cui le attività commerciali stanno difficilmente tentando di riprendersi.

Lascia un commento

Comments are closed.