La favorita

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La favorita   Stelle: 4,5 su 5  Genere: Drammatico  Durata: 120 minuti  Cinema: Colleferro

Inghilterra, 18 secolo. La regina Anna, dopo anni di disgrazie e con una malattia che gli rende la vita impossibile, si circonda di “collaboratori”seducenti che la indirizzano in ogni scelta politica. Il suo braccia destro è Lady Sarah, una donna bella e astuta. Dal carattere di ferro, Sarah, ha uno scopo ben chiaro: convincere la regina a portare avanti la guerra contro la Francia e non far firmare un patto di pace con il nemico. Per fa si che ciò avvenga, soddisfa ogni richiesta e capriccio della regina e di fatto governa il Regno Unito. Tutto cambia però quando a corte arriva la giovane Abigail Masham. Abigail e la cugina di Sarah, la sua famiglia è caduta in disgrazie, perciò è alla ricerca disperata di un lavoro. Abigail comincia a lavorare in cucina, poi, piano piano riesce ad accaparrarsi lavori meno faticosi e di prestigio, lavori che l’avvicinano al trono della regina. Adigail e scaltra e determinata, comincia ad entrare nella grazie della regina; comincia così una spietata lotta tra Adigail e Sarah per essere il braccio destro della regina d’Inghilterra.

Il regista è Yorgos Lanthimos, già autore di film straordinari come Lobster. Il regista firma un film tutto al femminile, claustrofobico e stilisticamente divino.

La favorita è la storia di un trio di donne che governo un Paese, ma l’unica donna con il vero potere è solo la regina, che trascina la sua gamba malata ed è vittima dei suoi piaceri e del suo carattere fragile. Le altre due, che si “litigano” la regina, sono donne consapevoli che la propria vita è attaccata a un filo, da un momento a l’altro possono passare: da braccio destro della regina a donne maltrattate da uomini potenti e senza ritegno. Le proprie vite sono destinate alle scelte della regina; le due non vogliono cedere lo status di braccio destro della regina per non essere delle donne comuni, poiché essere delle donne comuni è rischioso.  Di fatto, questo è un film anche sulla sopravvivenza, sulle mancanza di scelte e sull’astuzia.

Il regista compie delle scelte registiche originali e indimenticabili, a partire da una sensazionale scelta del posizionamento delle inquadrature, alluso del fish eye che distorce l’immagine e “stritola” i personaggi. Da segnalare anche la fotografia, tra le migliori delle ultimi anni, illumina i personaggi nella notte e accompagna le cavalcate dei protagonisti creando degli scorci impagabili.

Consiglio la visione, il regista realizza un film meraviglioso, grazie a un’opera: originale, grottesca, ritmata, scritta e diretta in modo impeccabile. La potenza fa il resto, lo rende un capolavoro.

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