L’eutanasia dell’Unione Europea

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Quello che sta succedendo in questi giorni a Bruxelles e Strasburgo ha tanto l’aria di essere l’inizio dell’autodistruzione dell’Europa. Nella stanza dei bottoni chi dei 27 Stati è pronto a schiacciare il bottone rosso del “The end”? Le varie riunioni che si susseguono intensamente fra i gruppi eterogenei di Paesi seguite dalle numerose, vacue e inutili dichiarazioni d’intenti al termine dei summit, somigliano tanto a una angosciante colonna sonora con il titolo finale del…gioco “Game Over”.

E’ la fine di quell’idea di Continente Europeo nata negli anni ’50 del secolo scorso che si doveva basare sulla cooperazione, la pace, i liberi scambi e, successivamente, sulla libera circolazione dei popoli (Schengen) e che invece in questi ultimi giorni si sta trasformando in un’implosione dell’U.E.. Sembra che i 27 Paesi rimasti (per ora) siano più intenti a “fare le scarpe” agli altri che a collaborare fra loro. Sulla piattaforma politica europea non si intravedono per ora cervelli e mani abili che possano fermare lo sfacelo e dare un nuovo impulso alla rinascita del Continente Europeo.

Sul piatto europeo non ci sono solo problemi economici sempre più oppressivi seppur condivisi a malincuore ma, con tutta la sua gravità, quello dei flussi migratori continui che, purtroppo, ledono le fondamenta stessa della solidarietà europea, che è stata negli anni ’50 del secolo scorso il germoglio vitale della U.E. E se nei prossimi vertici non si arriverà ad una soluzione condivisa comunitaria di questo problema ormai annoso l’unica soluzione è tornare a “ognuno per sé e Dio per tutti”, cioè allo sfascio dell’Unione.

Chi sono i responsabili? Certo lo stesso linguaggio usato dai personaggi politici degli Stati e dai diplomatici europei e gli attriti sorti fra le cancellerie dei vari Paesi non fanno presagire nulla di buono. Gli appellativi e gli aggettivi ( come “vomitevoli”, “ irresponsabili”, “ipocriti” ecc. ) usati da personaggi che si ritengono statisti sembrano più pronunciati dagli avventori di un infimo bar di periferia, ma tant’è.

La chiusura senza se e senza ma del blocco di Visegrad, l’egoismo arrogante di Macron e il suo sconcertante attacco all’Italia, la traballante rigidità della Germania della Merkel (finora centro trainante dell’U.E.), la finta solidarietà spagnola, la delegittimazione degli sforzi del nostro Paese profusi fino ad ora per salvare e accogliere i disperati, il senso immorale di superiorità di alcuni Paesi che per secoli sono stati con il loro colonialismo artefici del disastro dell’Africa, questi sono i prodromi dello sfascio del Continente unito.

Sembra come se i Paesi che una volta hanno dato vita all’U.E. siano convinti che il ruolo della stessa sia giunto a termine, annebbiati da meschini interessi personali dei loro presidentucoli, pronti a schiacciare il bottone rosso dell’autoannientamento dell’Europa. E allora? Allora basta con l’accanimento terapeutico! E così sia.

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