Ma del popolo, certamente! Nuova stretta alla libertà dei cittadini con il nuovo Dpcm che, almeno per ora, non consentirà i sistemi di controllo della popolazione che venivano usati (e in alcuni Paesi ancora oggi) dalle dittature di lontana e vicina memoria, utilizzati dal nazismo e dal comunismo. L’uso della polizia e della delazione al fine di effettuare controlli anche all’interno delle nostre mura domestiche sono accantonate. Almeno per ora l’abbiamo scampata bella, ma chissà per quanto ancora?

Il virus è sempre dietro la porta di casa, anzi ora anche dentro, all’interno dei mezzi di trasporto, tra i banchi di scuola, all’aperto, al chiuso, dappertutto, insomma. Alla base delle preoccupazioni ci sono senz’altro le inadeguatezze dei provvedimenti adottati fino ad ora e che invece dovevano essere posti in essere per arginare la seconda ondata del Covid-19. Sono passati oltre 8 mesi da quando sono state prese le prime misure antivirus con il lockdown generale ma le scuole sono rimaste come i trasporti – per i quali è ridicolo se non pericoloso stabilire la capienza all’80% all’interno dei mezzi, quando poi si stabilisce e si pretende di mantenere il distanziamento sociale a più di un metro) nella stessa situazione anti Covid, soprattutto ora che si è costretti ad affrontare la seconda ondata della pandemia.

E’ praticamente assurdo e inutile imporre il distanziamento ai cittadini se questi sono costretti a viaggiare come sardine in scatola su autobus, treni e metro, visto il fallimento del tanto annunciato potenziamento dei mezzi pubblici di trasporto; è inutile raccomandare ai giovani di rispettare le distanze se in quasi tutte le scuole mancano ancora i banchi singoli, le aule, le attrezzature idonee, gli insegnanti e il personale ausiliario. A carte 48 la agognata e tanto strombazzata prevenzione necessaria per impedire l’avanzata della seconda ondata del virus.

I giovani sono i più colpiti perché ritenuti responsabili dei focolai del contagio, vivaci e portati alla promiscuità, all’assembramento e ad un rispetto delle regole molto…elastico. Ma le colpe sono dei giovani, di coloro che lavorano, di chi vuole vivere? Sono loro i cattivi ai quali addossare tutta la responsabilità dei contagi in atto e di quelli futuri? No, certamente no. La responsabilità è di coloro che per 8 mesi circa non ha adottato i provvedimenti per affrontare la seconda ondata, agendo alla “carlona”.

E’ il classico gioco, quello delle responsabilità, di chi governa il Paese, è lo scarica barile tipico all’italiana, la colpa è sempre degli altri. Per il governo è delle Regioni, dei Comuni, che però non sono state messe nelle condizioni di operare seriamente per fronteggiare l’evento sanitario come invece sarebbe stato necessario. E ora con il nuovo Dpcm si chiudono ristoranti, cinema, teatri e palestre dando loro la colpa della risalita esponenziale dei contagi. E’ il gioco tanto caro ai “Pilato” nostrani, quello di lavarsi le mani. La colpa è sempre dei cittadini, insensibili alle raccomandazioni del governo. In Italia la colpa di chi è? E’ sempre degli altri.

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