La casa di riposo “Regina dei Cieli” di Artena è stata una delle strutture rimasta sempre covid-free. Francesco Palone: “Quindici giorni prima del DPCM avevamo già messo in atto pratiche e dispositivi per proteggere i nostri nonni”

Mentre il covid mieteva vittime in Lombardia e faceva paura nelle case di riposo del Lazio, Francesco Palone e Andrea Casini mantenevano ad Artena un’oasi di serenità. Da quando è iniziata la pandemia la casa di riposo “Regina dei Cieli” di Artena non ha mai avuto un caso di coronavirus tra gli ospiti né tra gli operatori. L’ambiente è rimasto sereno e protetto per i “nonni” che vi abitano mentre in altre case di riposo si contavano i contagi. È questa una storia felice in tante notizie brutte che in un anno sono state legate al coronavirus. A raccontarla è uno dei titolari: Francesco Palone.

Non avete mai avuto un caso di coronavirus, come avete fatto?
“In primis devo ringraziare le operatrici che nel loro lavoro sono state eccezionali, mettendo in atto le pratiche che prevengono e abbassano la percentuale di rischio di contrarre il covid. Allo stesso tempo, consigliati dal nostro dott. Treglia, siamo stati forse i primi nella zona a bloccare le visite dei parenti a febbraio. Lo abbiamo fatto 15 giorni prima del primo DPCM firmato da Conte a marzo. Ci sono stati diversi fattori importanti che ci hanno salvaguardato dai contagi”.

Sicuramente hanno influito: la professionalità degli operatori, le procedure giuste oltre a dispositivi come guanti, sanificatori e igienizzanti, e un po’ di fortuna che non guasta mai. Passata l’emergenza, non solo i parenti sono contenti ma allo stesso tempo, quando è venuta per i normali controlli, la Asl ci ha elogiato. Ora continuiamo applicando le normative e le circolari delle autorità sanitarie che sono un importante deterrente se sono seguite alla lettera”.

Nel periodo di massima emergenza vi sono state indicazioni e controlli adeguati da parte delle istituzioni?
“Posso dire che nei quindici giorni prima che uscisse il DPCM avevamo già messo in atto le pratiche che ho raccontato, poi sono arrivate le circolari e i DPCM. Credo che la Asl abbia fatto il massimo con il personale che ha disposizione”.

Come hanno reagito gli ospiti e i parenti a questo isolamento?
“Per qualche giorno sono stati un po’ di disorientati. Poi ci siamo messi a fare le video chiamate tutti i giorni con i loro parenti, dando loro la possibilità di vedersi e di dialogare. Le operatrici hanno cercato di metterci ancora più amore e tutto ciò ha lenito la situazione. I parenti hanno compreso quanto stava accadendo e sono stati fondamentali nell’evitare il contagio. Ora speriamo che si torni alla normalità. Cioè a quando le visite erano senza orario né giorno prestabiliti, a quando con i nostri ospiti facevamo ginnastica, balli, musica, feste e attività artistiche. Spero davvero che a settembre si torni a riscoprire il bello dello stare insieme”.

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