Sulla fattura presentata dalla società a luglio il Comune di Artena ha detratto quasi 60 mila euro

“Sto mese ‘n se rescote”. Nessuno dei lavoratori del cantiere de L’Igiene Urbana parla ma il morale è visibilmente basso. La società non ha ancora pagato gli stipendi che dovevano essere versati a metà agosto e metà settembre. Chi ci sta rimettendo, quindi sono i dipendenti a contratto che, malgrado tutto, continuano ad effettuare il servizio di raccolta, anche se in silenzio. Sembrerebbe infatti che un dipendente che ha esternato su Facebook il suo stato d’animo per il mancato pagamento degli stipendi abbia subito una sospensione dal lavoro. Dunque i lavoratori attendono che la crisi tra l’azienda e il Comune di Artena si risolva in qualche modo.

Comune e società sarebbero lanciati in un’escalation verso la “rottura”. A esacerbare i rapporti tra l’Amministrazione comunale e l’azienda, dopo l’idillio di oltre un anno fa, non soltanto i ritardi nel pagamento degli stipendi ma anche alcuni servizi che non sarebbero eseguiti a dovere e che il Comune ha contestato. Senza contare che il Comune, che come è noto fa difficoltà ad incassare le bollette della Tari, sta mettendo alla prova la propria liquidità procedendo al pagamento mensile della società come da contratto.

Proprio in questi giorni la procedura di contestazione, iniziata qualche tempo fa, per una vicenda legata allo smaltimento dell’umido è arrivata alla conclusione con l’addebito alla società di 57.924,94 euro. Soldi che il Comune ha scalato dal pagamento della fattura presentata il 31 luglio per motivi diversi. Sono stati così trattenuti: 25 mila euro per il rimborso degli oneri sostenuti per l’espletamento della gara d’appalto; 12.250 euro in applicazione delle sanzioni pecuniarie per inadempienza contrattuale; 20.674,94 euro relativi agli oneri per lo smaltimento dei “residui biodegradabili di cucine e mense”.

Da quel che si capisce, si profila ancora un inasprimento dello scontro che potrebbe precipitare nei prossimi mesi. Intanto nella vicenda si registra anche un intervento del Segretario della Cgil Fp di Roma Sud, Castelli Romani e Pomezia, Fabrizio Samorè, che, in un’intervista pubblicata da questa testata, chiede perchè l’Amministrazione comunale non abbia ancora proceduto con la risoluzione del contratto per inadempimento.

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