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Cos’è il “foliage” che va di moda nel Lazio? Anche a due passi da Roma, a Velletri, nei Castelli Romani e nelle faggete dei Monti Lepini, a novembre panorami autunnali da fotografare senza arrivare al bosco di Manziana

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Il bosco dei Castelli Romani in novembre

La moda di quest’anno anche nel Lazio si chiama “foliage”. E nelle ricerche su Google è collegata spesso al bosco di Manziana o alla faggeta di Canfaito, nelle Marche. Ma cos’hanno il bosco di Manziana, il bosco di Monte Cimino e del viterbese in generale o la marchigiana faggeta di Canfaito, in provincia di Macerata? Niente che non abbiano i boschi dei Castelli Romani e dei Monti Lepini. O che non abbia il foliage di Velletri, di Lariano, e di Artena. Ma partiamo dall’inizio. Cos’è il foliage che tutti cercano?

“Foliage” è una parola inglese e significa “fogliame”. Negli ultimi tempi è molto in voga nei discorsi tra gli appassionati di fotografia e di scampagnate. Questo perché con “foliage”, in particolare quello autunnale, si intende l’insieme delle sfumature che le foglie assumono quando stanno appassendo.

Chi ne parla intende quindi il multicolore panorama dei boschi autunnali. Panorami che sono comuni sia ai boschi, in particolare alle faggete, sia alle più colorate foreste con essenze arboree miste, sia ai vigneti. Tutto ciò non manca certo ai Castelli Romani, all’area di Velletri e Lariano, a Rocca di Papa, a Nemi, a Rocca Priora e ai Monti Lepini. Un’area a sud di Roma che non ha nulla da invidiare al bosco di Manziana e del Monte Cimino o di Monte Livata.

E più la vegetazione è varia, come nell’area del Parco dei Castelli Romani, più i panorami appaiono come veri e propri quadri che virano dal verde al giallo, dal marrone bruno al rosso. Novembre è il mese migliore per apprezzare questi quadri della natura ma già ora si notano le foglie gialle delle acacie o quelle rossissime delle viti americane o degli aceri.

Per i fotografi, le immagini dei colori autunnali delle foglie sono un appuntamento fisso. In quelle fotografie, e una volta nei quadri, si immortala lo spirito di una stagione in cui l’estate cede il passo all’inverno. D’altra parte fu un artista del calibro di Vincent Van Gogh a dire: “Finché ci sarà l’autunno, non avrò abbastanza mani, tele e colori per dipingere la bellezza che vedo”. E come dargli torto?

Da non perdere il foliage di Velletri, Lariano, Artena e nei Castelli Romani

Il foliage di Velletri, Lariano e Artena, che condividono i boschi del Monte Artemisio e del Maschio d’Ariano, è in preparazione. E insieme al foliage di Velletri va collocato quello di Rocca di Papa, di Rocca Priora, di Nemi e di Castel Gandolfo, che fanno tutti parte dell’area del Parco dei Castelli Romani e dei Colli Albani.

La Valletta del Lupo e il Maschio d’Ariano da Velletri

Una zona molto “comoda” e suggestiva a Velletri è la Valletta del Lupo. Si tratta di un pianoro sotto al Maschio d’Ariano. È raggiungibile dal Rifugio Forestale dell’Artemisio, a cui si arriva da Fontana Marcaccio. A piedi è una bella passeggiata e, una volta arrivati lì, si può salire sul Maschio d’Ariano, passando per un bosco di querce. Una volta in cima si può godere di un panorama sui Colli Albani.

La Fonte del Vallone e l’Ontanese a Lariano

Rimanendo a Valle, due aree boscate sono più semplicemente raggiungibili e si trovano entrambe a Lariano. La Fonte del Vallone è un’area erbosa su cui il Comune anni fa ha costruito una vasca d’accumulo dell’acqua, proveniente dall’antica Fonte del Vallone, ora secca, di cui rimane una fontana. Tutto intorno lo spiazzo è circondato dal bosco di castagno ceduo, in cui si alternano anche gli aceri e gli ornelli. La Fonte è raggiungibile dal cimitero comunale, passando per la zona dell’Arbucci.

Ancor più a valle, e ancor più “comoda”, c’è la fonte dell’Ontanese. Anche in quel caso a farla da padrone sono i castagni, stavolta d’altofusto. Un sentiero pedonale attraversa tutto il bosco ad anello. E si può scegliere anche tra due percorsi: un anello turistico, su asfalto, oppure un percorso più grande, denominato come “Sentiero Tiberio Bartoli”.

La Maiana dalla via Tuscolana

Un altro percorso semplice è quello che parte dal territorio di Artena e si inoltra nei boschi di Lariano. Parte dalla via Tuscolana, nella zona di Tagliente, tra il Vivaro e le Macere. Il sentiero (clicca qui), inizialmente percorribile con la macchina, inizia accanto a un ex albergo, ora in vendita all’asta, denominato villa Montana. Accanto a quella struttura, posta su strada, inizia uno stradello che passa davanti a un antico casale per inoltrarsi nel bosco. Percorrendo quel sentiero si arriva alla fonte della Maiana, immersa tra i boschi cedui.

I Pratoni del Vivaro

Un altro bel panorama visibile, stavolta, dalla macchina è quello che si apre ai Pratoni del Vivaro. Si tratta dell’area compresa tra la via dei Laghi e via Tuscolana, tra le cime dell’Artemisio e di Monte Cavo. Il territorio è in parte di Velletri, in parte di Rocca di Papa e in parte di Rocca Priora. Percorrendo via Crocetta del Vivaro, che collega Tuscolana e via dei Laghi, si è nel cuore del Parco dei Castelli Romani.

La veduta sui laghi di Nemi e di Castel Gandolfo

Altre due vedute molto belle sono legate ai laghi castellani. Uno scorcio degno del poeta Byron si apre sui boschi cari a Diana da Nemi. Il minuscolo borgo a picco sul lago di Nemi consente di ammirare non solo i colori dell’autunno ma anche, nelle giornate limpide, uno spettacolo dato da due specchi d’acqua: il lago e il mare in lontananza.

L’altro grande specchio castellano è il lago Albano di Castel Gandolfo. Quel bacino lacustre ha più punti d’osservazione. Le sponde ne sono uno. L’altro è dalla via dei Laghi, dove si può avere una visione d’insieme del lago, del palazzo papale di Castel Gandolfo e di tutti i boschi della zona. Per chi lega la passione al cibo c’è anche il panino con la porchetta a picco sul lago, lungo la via dei Laghi.

Le magnifiche faggete autunnali dei Monti Lepini

I boschi cedui di castagno o misti sono belli. Ma ancor più belle sono le grandi faggete dei Monti Lepini, che offrono esempi di “foliage” a pochi chilometri da Roma. Partiamo col dire che ottobre è un periodo ancora prematuro, perché gli alberi sono ancora nella loro fase verde. Eppure già alcune essenze arboree iniziano ad appassire, creando quelle sfumature che tanto appassionano. Sui Lepini alcune zone e alcuni sentieri sono particolarmente indicati, specialmente a novembre, per fare delle belle fotografie e o godere dei panorami autunnali.

Ma i sentieri dei Monti Lepini posso essere anche ingannevoli, ecco perché è bene non inoltrarvisi se non li si conosce e se non si è attrezzati (qui una guida). Anche dalla strada percorribile con le automobili è comunque possibile godere di fantastici panorami. Per i più atletici ed esperti, poi, c’è anche un’Alta Via che percorre tutti i Monti Lepini.

Pian della Faggeta a Carpineto Romano

Pian della Faggeta, a Carpineto Romano, è sicuramente uno dei posti da visitare. Si trova in quota, tra il centro storico del paese dei Monti Lepini e la cima del Monte Semprevisa. È facilmente raggiungibile in macchina. Una volta arrivati a Carpineto Romano bisogna seguire le indicazioni verso la Faggeta e percorrere la lunga via asfaltata fino ad arrivare a destinazione.

Colle Mezzo a Montelanico

Un altro luogo affascinante si trova a Montelanico. Il paesino è la porta di Colle Mezzo, la sella che si trova a cavallo tra il Monte Lupone e il massiccio del Semprevisa. Su quei piani, anch’essi in quota, si può godere di pianori e sentieri che si snodano tra campi e faggete. È anche presente qualche capanna lepina, esempio di come vivevano i pastori decenni fa. La strada per Colle Mezzo è un po’ più accidentata ma comunque semplice da raggiungere. La si prende, arrivando da Colleferro, dalla fontana che si trova a destra qualche centinaio di metri dopo il ponte.

Il percorso verso il Malaina da Gorga

Altri luoghi in cui ammirare il foliage dei Lepini sono raggiungibili da Gorga, Segni e Morolo. La piccola Gorga è un gioiellino incastonato sui Monti. Vi si arriva dalla via Carpinetana, tra Colleferro e Montelanico, superando numerosi tornanti. Il paese ha anche un osservatorio astronomico ma, per quel che ci interessa in questo articolo, è anche l’accesso al Monte Malaina tramite la fonte di San Marino. Anche lungo quel percorso (consultalo qui) il foliage è incantevole, con belle vedute sulla valle.

Il Campo di Segni: un vasto piano sotto Monte Lupone

Un altro luogo incantevole anche in autunno è il Campo di Segni. Si tratta di un vasto pianoro alle pendici di Monte Lupone. Sul campo si raggiunge da via Roccamassima, tra Segni e Rocca Massima. Vi si possono trovare cavalli e bestiame. A volte vi arriva il lupo. Spesso è luogo di ritrovo per sbraciate in famiglia. Da lì partono tutti i sentieri per arrivare alla cima di Monte Lupone, passando per i boschi di faggio verso una fantastica veduta della pianura pontina e del mare.

Il pianoro di Santa Serena a Supino

Un altro panorama molto bello da cui ammirare il foliage dei Monti Lepini è il pianoro di Santa Serena. Si tratta di un vasto piano immerso tra le cime del versante ciociaro dei Lepini. I sentieri natura partono dalla parte alta di Supino (che fornisce anche le indicazioni per raggiungere il pianoro). Castagni, lecci, aceri minori, sono gli alberi che lungo la strada cedono il posto alla faggeta. I faggi in alcuni periodi dell’anno, con il loro manto di foglie, assumono colorazioni diverse a seconda dell’altezza e dell’esposizione. In autunno per esempio si può ammirare da vicino il contrasto cromatico delle loro foglie su tutta la valle.

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