Colleferro, CRC: “Progetto Italcementi? I cittadini siano coinvolti”

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Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del Comitato Residenti di Colleferro sul progetto di utilizzo del combustibile solido secondario da parte di Italcementi

di Ina Camilli (Comitato residenti Colleferro)

italcementi colleferro

La società Italcementi spa ha ripresentato il 19 novembre 2021 alla Direzione regionale Ambiente un progetto di modifica non sostanziale dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) per l’aggiornamento del titolo autorizzatorio che, se approvato, le consentirebbe di utilizzare nel proprio ciclo produttivo combustibile solido secondario (CSS) in sostituzione dei combustibili tradizionali.

Abbiamo appreso dalla Regione Lazio che il procedimento (art. 29 nonies, n. 152/2006) è già iniziato, con le sole amministrazioni interessate. Secondo le nuove disposizioni del cosiddetto decreto Semplificazioni (art. 35, comma 3, n. 108/2021) la Conferenza di servizi non sarà convocata e quindi non è prevista la partecipazione di comitati e associazioni locali.

Al procedimento in corso inoltre si applica la nuova legge sull’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio (ARPA), approvata quest’anno, a cui sono state assegnate l’attività istruttoria sui procedimenti di autorizzazione ambientale, molto contrastata per quel conflitto di interesse tra controllore e controllato (prima autorizza gli impianti e poi li controlla).

Abbiamo quindi chiesto agli Uffici regionali di pubblicare in apposito box la documentazione tecnica descrittiva presentata dalla società affinchè sia consultabile da comitati e associazioni, senza distinzioni, al fine di assicurare a tutti la possibilità di acquisire informazioni più precise, base per procedere ad un analitico approfondimento del progetto e redigere le osservazioni.

In due nostri precedenti comunicati dedicati ai progetti di Italcementi spa abbiamo espresso dubbi sull’impatto di nuovi processi produttivi, considerata la situazione sanitaria e ambientale di Colleferro e della valle del Sacco, classificata sito di interesse nazionale da bonificare (SIN, studio ERAS-DEP Lazio) per la compromissione dei suoli, del fiume omonimo, dell’acqua e dell’aria, che potrebbero registrare un peggioramento di tutti i valori. Italcementi spa ricade anch’essa nel SIN, un’area sottoposta ad una costante pressione ambientale, e l’aggiunta di una qualunque qualità/quantità di rifiuti nel cementificio potrebbe comportare un incremento insostenibile dei parametri emissivi.

La prima iniziativa progettuale della società sulla combustione dei rifiuti risale al 2012, “bocciata” all’unanimità dal Consiglio Comunale di allora, da comitati e associazioni, fino alla sua archiviazione da parte della Regione Lazio. Un altro progetto analogo è stato ripresentato nel 2014, contro il quale abbiamo prodotto osservazioni insieme ad altre numerose realtà ed il procedimento è stato annullato.

Nel 2016 Italcementi spa presenta un altro progetto – questa volta sarà approvato – per utilizzare rifiuti nel ciclo produttivo, dopo essere stati miscelati e “cotti”. Si tratta di un ampliamento (e non adeguamento) dell’attività (già esistente) di recupero di rifiuti speciali non pericolosi (non rifiuti urbani, ma “inerti provenienti da cicli industriali”) per 226.000 tonnellate l’anno di rifiuti. Una vera “benedizione” per la qualità dell’aria.

Nelle due Conferenza di servizi indette per acquisire i nulla osta il Comune di Colleferro non si presenta, il Sindaco o l’Assessore all’Ambiente non si presentano, né depositano un parere, scegliendo deliberatamente la strada del silenzio sapendo che vale assenso all’autorizzazione, che infatti sarà rilasciata.

E’ necessario ricordare questi precedenti della opaca vicenda Italcementi spa, di cui altri non parlano, per sottolineare l’importanza del ruolo del Sindaco, quale massima autorità sanitaria del suo Comune. Non servono presunte competenze e improbabili superiorità: occorre che le procedure amministrative e valutative siano appropriate.

Il post pubblicato dal Sindaco di Colleferro sulla sua pagina FB riporta poche informazioni al riguardo, evoca la piazza sulla generica “intenzione” della società di utilizzare CSS. Di fronte a tale allarmante e imprecisata notizia, che ci ha lasciato nell’incertezza, abbiamo chiesto un incontro urgente, che non ha ricevuto risposta.

Nonostante i pochi elementi disponibili e l’atteggiamento di chiusura del Sindaco Pierluigi Sanna e dell’Assessore all’Ambiente, Giulio Calamita siamo riusciti ad assumere queste informazioni dalle strutture regionali, anziché inseguire chi alludeva o diceva sottovoce che Italcementi spa stava modificando il suo ciclo produttivo.

Invocare la protesta e chiamare a raccolta la città attraverso un’allerta sociale su FB non è rispettoso verso i cittadini e fa dimenticare la differenza tra informazione e allarmismo. Le comunicazioni che coinvolgono il rapporto istituzionale tra cittadini e Amministrazione comunale devono essere veicolate anche attraverso la piattaforma FB del Comune di Colleferro, riconosciuta dalla Giunta come strumento e “risorsa strategica”, capace di migliorare la trasparenza, l’informazione e la partecipazione dei cittadini (DDG di Colleferro, 4.11.2015, n.76).

Chiediamo che il procedimento si svolga alla presenza del Comune, sia aperto alla partecipazione del territorio e si contrasti con serietà ogni fonte che aumenti il carico ambientale e l’impatto sanitario su Colleferro e la valle del Sacco. Chiediamo al Sindaco come intende proteggere in atti la salute pubblica. Chiediamo agli Uffici regionali – valutata la drammatica situazione del territorio – di convocare la Conferenza di servizi e di ammettere comitati e associazioni, anche se purtroppo registriamo una carenza di informazioni che sta facilitando quanto accaduto nell’ultimo procedimento, dove non siamo stati convocati “per disguidi di natura tecnica”.

Vogliamo contrastare l’esclusione dei cittadini dai processi decisionali e il consolidarsi della destinazione della valle del Sacco con Colleferro capofila come ecodistretto dei rifiuti. Vogliamo che la politica non trasformi la questione sanitaria e ambientale in propaganda di parte e non metta a rischio l’incolumità dei cittadini.

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