L’interrogazione di Angelini e Scacchi: “Nei CUD anche somme non percepite dai lavoratori. Non si doveva arrivare a questo punto”. Talone: “Abbiamo fatto il necessario”

Gli ex lavoratori di Artena de L’Igiene Urbana devono ancora prendere decine di migliaia di euro dalla società. Si tratta di Tfr, ferie non godute e altre somme che l’azienda che ha gestito la raccolta dei rifiuti non ha pagato dopo aver chiuso il contratto con il Comune di Artena. A tirar fuori la vicenda è un’interrogazione presentata dai Consiglieri Augusto Angelini e Gloria Scacchi che chiedono all’Amministrazione di attivare un tavolo di trattativa “affinché i lavoratori non diventino ostaggio delle controversie che l’ente ha con la società in questione”. Le controversie sono quelle legali: L’Igiene Urbana ha infatti citato in giudizio il Comune per milioni di euro.

Angelini: “Non si doveva arrivare a questo punto, i lavoratori andavano tutelati prima”

A chieder conto della questione dei mancati pagamenti ai lavoratori sono i Consiglieri comunali di “Artena Resiste”, Augusto Angelini e Gloria Scacchi. La loro interrogazione dovrà essere discussa in Consiglio. “I lavoratori – dicono i Consiglieri – devono percepire diverse decine di migliaia di euro, riferiti alla quattordicesima e a sei mesi della tredicesima, più la retribuzione delle ferie e dei permessi non goduti, oltre al TFR”.

“La stessa società – proseguono gli esponenti politici – ha formulato dei Cud con l’imponibile di tutti gli arretrati sopra citati ma non percepiti dai lavoratori, che, nonostante la situazione di sconforto e disagio economico, hanno dovuto comunque pagare tasse allo Stato per spettanze non corrisposte”. “Come gruppo – spiega Angelini – pensiamo che non si può pretendere che i lavoratori svolgano tutti i giorni il loro servizio se poi vengono lesi i loro diritti. Credo che chi lavora non può essere ostaggio delle diatribe tra Comune e azienda: non si doveva arrivare a questo punto, i dipendenti andavano tutelati prima”.

Talone: “Abbiamo fatto la nostra parte”

Dal Comune la vicenda è inquadrati nella sfera dei rapporti tra privati. “Abbiamo fatto tutto ciò che era necessario secondo le norme di legge – ha detto il vice sindaco Loris Talone – ma la società non paga i suoi ex dipendenti. È vero che il lavoro era svolto sul nostro territorio ma i lavoratori erano comunque dipendenti di un’azienda esterna: non possiamo intervenire in merito al contenzioso di un’azienda privata anche se lavora per conto del Comune. Stesso discorso per quanto riguarda i lavoratori che sono in capo a Diodoro [la società che ora gestisce la raccolta ndr] e che sono assunti da una multiservizi. Se hanno firmato un contratto in presenza sindacale, oggi noi come facciamo dire che era sbagliato?”.

La Cgil Fp: “Si intervenga anche sull’attuale gestore”

La Cgil Funzione Pubblica intanto è in prima linea nella difesa dei diritti dei lavoratori. Le contestazioni del sindacato sono state fatte proprie dagli uffici comunali nella controversia contro L’Igiene Urbana. Alla società, già prima che citasse l’Ente, il Comune ha contestato il mancato svolgimento dei servizi e il mancato pagamento di stipendi e contributi.

Dallo stesso segretario generale comprensoriale della Cgil Fp, Fabrizio Samoré, parte però un’altra richiesta: quella di intervenire sull’attuale appaltatore. “Ci sono lavoratori che a nostro giudizio non sono inquadrati nel modo corretto” dice Fabrizio Samorè che è convinto che il Comune possa fare qualcosa: L’articolo 30 del codice degli appalti dà all’Amministrazione comunale facoltà di intervenire, perchè è obbligata a vigilare sul rispetto delle regole contrattuali”. Dunque secondo la Cgil esiste il modo per tutelare meglio i lavoratori, come avevano chiesto i Consiglieri Angelini e Scacchi qualche giorno fa.

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